Guerra commerciale: la Cina risponde a Trump con altri $50 miliardi di dazi

La guerra commerciale USA-Cina torna ad infuocarsi. Dopo l’ultima tornata di dazi statunitensi sta per arrivare la risposta di Pechino.

Guerra commerciale: la Cina risponde a Trump con altri $50 miliardi di dazi

La guerra commerciale USA-Cina torna ad inasprirsi e a spaventare i mercati internazionali.

Sul finire della scorsa settimana Donald Trump ha comunicato la sua intenzione di imporre una nuova ondata di pesanti dazi su una lunga lista di prodotti cinesi.

La risposta di Pechino, come molti avevano previsto, non si è fatta attendere e l’ipotesi di una guerra commerciale sempre più accesa è tornata a pesare anche sull’andamento dell’azionario asiatico.

Guerra commerciale: la mossa degli USA

Nella giornata di venerdì 15 giugno, gli USA hanno ufficialmente comunicato una nuova ondata di tariffe e dazi contro la Cina, dal valore complessivo di circa 50 miliardi di dollari.

Una lunga lista di prodotti (circa un migliaio) quella presa di mira dalla guerra commerciale di Donald Trump, sulla quale il presidente USA si è detto pronto ad imporre dazi del 25%, in piena concomitanza con quanto già fatto mesi fa con le tariffe su acciaio e alluminio.

I suddetti dazi contro la Cina entreranno in vigore a partire dal prossimo 6 luglio e colpiranno anche il settore automobilistico di Pechino.

La risposta cinese

All’ennesima minaccia statunitense ha fatto seguito nelle scorse ore l’attesa risposta della Cina, che ha ribadito la sua intenzione di imporre tariffe della stessa portata e della stessa forza di quelle di Trump e ha già definito invalido qualsiasi accordo commerciale stipulato in passato con gli USA.

Tutto ciò ha reso lo spettro di una guerra commerciale sempre più reale e le decisioni di Pechino non hanno certo aiutato l’odierno recupero del mercato azionario asiatico: Tokyo, solo per fare un esempio, ha archiviato gli scambi in rosso dopo il terremoto che ha colpito la regione di Osaka causando anche diverse vittime.

Secondo l’agenzia di stampa Xinhua, la Cina imporrà dazi del 25% su 659 prodotti USA, che comprenderanno anche il settore automobilistico, oltre che la soia e i frutti di mare.

Qualche mese fa la Cina aveva già reso nota una lista di papabili prodotti statunitensi da sottoporre a nuove tariffe, ma quello da poco pubblicato sembra oggi un elenco differente: il valore dei dazi cinesi contro gli USA continuerà ad aggirarsi comunque intorno ai 50 miliardi di dollari.

Quale impatto sui mercati?

La risposta di Pechino ha nuovamente messo in allarme i mercati che, almeno momentaneamente, avevano rimosso la possibilità di assistere ad una nuova, accesa, guerra commerciale.

“Questo sarà il tema principale su cui si focalizzeranno gli investitori; ogni ulteriore escalation della tensione peserà sui rischi al ribasso”,

ha affermato Nick Twidale, analista di Rakuten Securities Australia.

Anche gli esperti di Moody’s si sono espressi sulla rinata guerra commerciale fra USA e Cina e hanno ribadito che una situazione del genere indebolirà la fiducia dei consumatori e delle aziende non soltanto negli USA. I timori potrebbero sfondare i confini nazionali delle due potenze coinvolte ed estendersi anche ad altri mercati.

“Se i dazi annunciati da Washington prendono di mira un gruppo relativamente piccolo di prodotti altamente tecnologici, non ci si aspetta che abbiano un impatto significativo sull’inflazione. Tuttavia, settori singoli americani come quelli agricolo potrebbero essere fonti di eventuali pressioni inflative”.

Le conseguenze principali di questa guerra commerciale USA-Cina saranno percepite soprattutto dai produttori di soia del Nuovo Continente. Limitato, invece, l’impatto sui produttori di articoli chimici mentre modesto sarà quello sul comparto auto e aereo.

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