Energia: per Girotto fine mercato tutelato può aspettare. E le aziende?

Gianni Girotto (M5S) prospetta un rinvio della liberalizzazione. Le priorità del governo? Rinnovabili ed Efficienza energetica. E frena su nuove infrastrutture nel gas.

Energia: per Girotto fine mercato tutelato può aspettare. E le aziende?

Sull’abolizione del mercato tutelato, il M5S è pronto a riprendere la battaglia. Lo ha detto chiaramente ieri il neo presidente della commissione Industria al Senato, Gianni Girotto, annunciando che la liberalizzazione del mercato elettrico prevista nel luglio 2019 potrebbe essere rinviata.

Sul tavolo ci sono diverse opzioni, ha annunciato il pentastellato, che ha anche delineato le priorità che l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte intende portare avanti su questo fronte: i provvedimenti su Rinnovabili ed Efficienza energetica, ad esempio, saranno tra i primi ad essere varati.

La fine del mercato tutelato

La nuova legge sulla concorrenza prevede che dal 1° luglio del prossimo anno vengano aboliti i prezzi tutelati e che tutti gli operatori del settore luce, gas e prodotti energetici che applicano tariffe protette e vigilate dall’Authority dovranno necessariamente andare nel libero mercato, come già avviene in altri Paesi dell’Unione Europea.

Dal cambiamento ci si attende una diminuzione dei costi per i consumatori, anche se da più parti vengono sollevati dubbi sulle modalità di controllo e vigilanza dell’ARERA sui vari gestori e di tutela anche dopo la completa liberalizzazione degli utenti, che dovranno scegliere tra le numerose offerte quella che più ritengono adatta alle loro tasche ed esigenze.

Girotto promette battaglia

Sul tema, è intervenuto ieri Girotto, che ha presenziato all’incontro dal titolo “Riforme del mercato elettrico e loro impatto su costo dell’energia per i consumatori finali, efficienza energetica e uso delle fonti rinnovabili”, organizzato a Roma dal Coordinamento Free e Adiconsum.

“Non volevamo l’abolizione del mercato tutelato, sarà un’altra battaglia che riprenderemo”

ha detto il presidente della decima commissione del Senato.
Al momento, però, non c’è nulla di concreto, tant’è che Girotto ha sottolineato:

“Non sono in grado di dirvi se stralceremo questa abolizione o se ci saranno interventi di garanzia per il cittadino in modo che venga tutelato”.

Nel corso dell’incontro, Pierpaola Pietrantozzi, Segretario nazionale Adiconsum, ha posto l’accento sugli
Oneri Generali di Sistema, che

“sia in regime di mercato tutelato che libero, in bolletta pesano per il 22,5% del costo annuo totale, riferito ad un’utenza domestica di 3 KW di potenza, con consumo di 2700 kwh/anno”.

Irragionevole e sproporzionato” per Pietrantozzi anche il numero di gestori che operano sul mercato: oltre 400, di cui 300 operanti solo nel solo domestico della vendita di energia elettrica.
Circostanza che “ suscita dubbi sull’efficienza del mercato stesso ” .

Le priorità del governo

Nel suo intervento, Girotto ha avuto modo di parlare anche di altri argomenti, definendo quali saranno le priorità che intende affrontare il governo nel settore elettrico: dalla “sburocratizzazione” sul fronte della manutenzione degli impianti rinnovabili al fine di rendere il sistema più efficiente al recupero del ritardo sull’infrastruttura per la ricarica delle auto elettriche, passando dagli aggregatori centrali di pompaggio e dall’avvio del capacity market.

Per quanto riguarda, invece, il tema gas come elemento di transizione verso le Fer, Girotto ha sottolineato che sebbene

“rimaniamo preoccupati a livello nazionale ed europeo per l’eccessiva squilibratura del gas”

è impensabile spegnere le centrali subito e che non si può utilizzare tale circostanza per spingere verso nuove infrastrutture.
Tra i primi provvedimenti, annuncia ancora Girotto, ci sarà certamente l’atteso decreto sulle Rinnovabili e sull’Efficienza energetica.

Ripercussioni sulle aziende

Ma quali conseguenze potrebbe avere il rinvio della liberalizzazione del mercato elettrico sulle aziende del settore?

Tale scenario non sarebbe positivo, ad esempio, per A2A che, proprio per effetto della liberalizzazione, nel piano 2018-2022 ha previsto un incremento dell’area Market del 50% .

A beneficiare degli interventi del governo sarebbe invece il settore delle rinnovabili mentre si prospetterebbero indicazioni negative per lo sviluppo di nuove infrastrutture nel gas.

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