Elezioni Repubblica Ceca 2018: ballottaggio e risultati. Unità dell’Europa a rischio?

Elezioni Repubblica Ceca: i risultati e il ballottaggio del 26 e 27 gennaio tra Miloš Zeman e Jiří Drahoš. Che rischi ci sono per la tenuta dell’Unione Europea?

Elezioni Repubblica Ceca 2018: ballottaggio e risultati. Unità dell'Europa a rischio?

Elezioni Repubblica Ceca 2018: i candidati e i risultati di questo voto che tiene in ansia anche Bruxelles per i possibili risvolti in tema di unità dell’Europa che potrebbe comportare. Tra i vari appuntamenti elettorali del 2018, questo riguardante le presidenziali ceche è senza dubbio uno dei più delicati.

Come era da pronostico, dopo il primo turno ci sarà un ballottaggio tra i due grandi sfidanti: l’attuale Presidente socialdemocratico Miloš Zeman che non è riuscito a ottenere la maggioranza assoluta e l’indipendente centrista Jiří Drahoš.

Elezioni Repubblica ceca 2018: i risultati

Con gli occhi di tutta l’Europa ben attenti a cercar di capire come potrà evolversi il voto, le urne di queste elezioni presidenziali in Repubblica Ceca si sono aperte per il primo turno venerdì 12 e sabato 13 gennaio.

Come prevede la legge elettorale, visto che nessun candidato ha ottenuto la maggioranza assoluta si terrà adesso un ballottaggio in data 26 e 27 gennaio tra i due aspiranti Presidenti più votati.

La sfida al ballottaggio sarà tra l’attuale Presidente Milos Zeman, che ha ottenuto il 38,6% dei voti, contro Jiří Drahoš che invece si è fermato al 26,6%. Dietro di loro si sono piazzati gli indipendenti Pavel Fischer (10%), Michal Horáček (9%) e Marek Hilšer (9%). Più staccato l’ex Presidente Mirek Topolánek che con il centrodestra non è andato oltre il 4%.

La sfida del 26 e 27 gennaio si annuncia essere molto equilibrata. Tranne Fischer, tutti gli altri candidati hanno già annunciato che sosterranno Drahoš. Molto interessante è vedere poi dove i due candidati hanno preso più voti nel primo turno.

Come si può vedere dalla elaborazione pubblicata da Europe Elects, Drahoš si è imposto nelle grandi città, Praga in primis, mentre Zeman invece ha dilagato nelle campagne e nei centri minori.

Un ballottaggio questo che si annuncia essere molto equilibrato, con Bruxelles che sarà il grande spettatore del voto in Repubblica Ceca visto tutto quello che potrebbe succedere in caso di una nuova affermazione di Zeman.

Europa in ballo?

Le elezioni in Repubblica Ceca hanno una valenza doppia. Miloš Zeman è il Presidente in carica e leader del Partito dei Diritti Civili, un movimento di chiara ispirazione socialdemocratica.

Lo scorso ottobre il partito centrista del miliardario Andrej Babis ha vinto le elezioni parlamentari. Il nuovo primo ministro è da molti considerato una sorta di “Trump ceco”, soprattutto per alcune sue posizioni marcatamente populiste oltre ad essere immischiato anche in delle vicende giudiziarie.

Negli ultimi periodi del suo mandato, la posizione di Zeman nei confronti dell’Europa è diventata sempre più critica, tanto da arrivare a sostenere come sia necessario un Referendum sulle orme della Brexit.

Senza dubbio la posizione della Repubblica Ceca, un po’ come quella di tutti gli altri paesi di Visegrad (Slovacchia, Polonia e Ungheria), di recente si è molto più avvicinata a quella di Mosca rispetto allontanandosi di conseguenza da Bruxelles.

Il suo sfidante Jiří Drahoš invece è un indipendente di matrice liberale, convinto sostenitore dell’Europa e che vorrebbe riportare “l’autorità morale” nel paese. In caso di un successo, come è nei poteri del Presidente ha annunciato che toglierebbe la fiducia al primo ministro Babis.

Oltre alla presidenza della Repubblica Ceca, in ballo c’è anche un pezzo di stabilità per l’Unione Europea. In caso di vittoria di Zeman infatti, Praga potrebbe avviare un pericolo processo di uscita che potrebbe poi essere preso a esempio da altri paesi scontenti delle politiche comunitarie.

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