Alitalia: EasyJet conferma interesse anche se resta italiana al 51%

Il governo intende salvare Alitalia garantendo l’itanialità della compagnia, la low cost britannica ancora interessata.

Alitalia: EasyJet conferma interesse anche se resta italiana al 51%

Torna a tenere banco il caso Alitalia. Il futuro della compagnia aerea è ancora incerto, anche se il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, nei giorni scorsi ha espresso ottimismo sulle sorti dell’azienda, che nelle intenzioni del governo dovrà rimanere italiana al 51%.

Il restante 49% sarà assegnato al migliore tra i potenziali partner privati.
E i vecchi operatori che avevano già manifestato interesse? Easyjet, ad esempio, non esclude di poter essere interessata, anche dopo le parole di Toninelli.

Riparte tutto da zero?

La vicenda Alitalia è stata alquanto travagliata e i continui rinvii delle procedure non hanno permesso di giungere all’individuazione di un nuova gestione della compagnia, attualmente commissariata.

Come si ricorderà, la scadenza per la presentazione della offerte era stata fissata a fine aprile e sul tavolo ne sarebbero pervenute tre (EasyJet, Lufthansa e WizzAir), salvo poi concedere un’ulteriore proroga spostando la scadenza a dopo l’estate per permettere che la procedura andasse avanti con il nuovo governo.

Così con il dl 27 aprile 2018 n. 38, il governo ha esteso al 31 ottobre il termine per completare la cessione e prorogato al 15 dicembre il termine per il rimborso del famoso prestito ponte di 900 milioni,su cui vigila l’Ue.

Ora però tutto potrebbe cominciare da capo, per avviare un’operazione che, come ribadito dal ministro Toninelli, assicuri il 51% della compagnia in mani italiane.

Verso la nazionalizzazione?

Il titolare dei Trasporti non ha dubbi sul destino di Alitalia:

“Torneremo a farla diventare compagnia di bandiera con il 51% in capo all’Italia e con un partner che la faccia volare”

ha detto nei giorni scorsi.

Secondo quanto riporta Il Messaggero, l’operazione di salvataggio con partecipazione italiana potrebbe comportare anche il coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti o di Ferrovie dello Stato. Una terza ipotesi al vaglio del governo includerebbe anche l’intervento di Poste Italiane, anche se sarebbe molto più remota.
Da parte sua, il vicepremier Luigi Di Maio ha garantito che su Alitalia sono già state avviate

“le interlocuzioni necessarie per assicurare un futuro a questa azienda, per tutelare al meglio le esigenze dei lavoratori e del Gruppo e mi spenderò in prima persona con tutti i player internazionali per trovare un futuro all’azienda”.

Intanto, secondo alcune stime, per il salvataggio e il rilancio di Alitalia con lo Stato socio di maggioranza servirebbero circa 3 miliardi.

EasyJet pronta a investire su Alitalia

Gli annunci del governo non preoccupano EasyJet, che aveva già manifestato interesse per Alitalia e sulla quale ancora oggi è pronta a investire.

Prudenza è la parola d’ordine e lo ribadisce chiaramente Johan Lundgren, amministratore delegato della seconda compagnia aerea low cost in Europa, che sul Corriere della Sera ha confermato quell’interesse anche se solo per una parte di Alitalia.

In particolare la low cost britannica punterebbe a rafforzare un segmento su cui Alitalia è particolarmente debole, ovvero le rotte domestiche e continentali, vero punto di forza di EasyJet, che non sarebbe, invece, intenzionata a sperimentare sul lungo raggio.

Di ufficiale, però, al momento non c’è alcunché

“Non abbiamo ancora parlato con il governo italiano e non abbiamo ricevuto ufficialmente alcun messaggio da loro”

ha sottolineato il manager.

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