Spesometro 2014: oggi scattano controlli sopra 3.600 euro. Prossima scadenza 30 aprile

Marta Panicucci

22/04/2014

22/04/2014 - 10:04

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Non si tratta di uno strumento nuovo, ma di certo rinnovato quello che debutta oggi, 22 aprile. Entra in funzione lo spesometro, lo strumento che dovrebbe consentire al fisco una lotta più dura all’evasione fiscale. Lo soglia, oltre la quale scatta l’obbligo di comunicazione, è fissata a 3.600 euro.

Soglia 3.600 euro
Si parla di uno strumento nuovo al servizio della lotta all’evasione fiscale perché si tratta di una versione rinnovata dello spesometro rispetto a quella entrata in vigore nel 2010. La vecchia versione infatti riguardava le spese da 25 mila euro in su, una soglia ritenuta troppo alta per effettuare una seria fotografia della situazione fiscale del paese.

Abbassando la soglia dello spesometro a 3.600 euro l’obiettivo è quello del Fisco è di farsi un’idea, più fedele possibile al reale, del portafogli dei contribuenti italiani. Nella soglia rientrano infatti beni come auto ma anche gioielli, iscrizioni annuali a palestre, mobili e viaggi.

Con le informazioni ottenute attraverso lo spesometro il Fisco italiano potrà controllare le posizioni dei singoli contribuenti confrontando il loro reale tenore di vita con quanto dichiarato nella dichiarazione dei redditi. Ma lo spesometro servirà anche a fare un identikit delle aziende.

Obbligo Iva
Scatta oggi l’obbligo per chi liquida l’Iva con cadenza trimestrale di comunicare gli acquisti superiori ai 3.600 euro fatti nel 2013. Il prossimo 30 aprile invece, l’obbligo sarà esteso agli operatori finanziari attraverso i quali passano i pagamenti effettuati con carta di credito e bancomat.

30 aprile, scadenza banche e operatori finanziari
La scadenza per banche e operatori finanziari invece è fissata al 30 aprile. In questa data, di ogni anno, dovranno comunicare i dati delle operazioni Iva, sempre superiori a 3.600 euro, effettuate l’anno precedente attraverso carta di credito o bancomat.

Gli operatori finanziari dovranno comunicare al Fisco i dati di chi ha sostenuto l’acquisto, gli importi della transazione, la data e il codice fiscale dell’operatore attraverso il quale è avvenuto il pagamento elettronico.

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