Sigaretta elettronica: arriva il divieto di vendita online

Giro di vite sulle sigarette elettroniche, che non potranno più essere vendute online. Lo scopo è combattere l’evasione fiscale e garantire controlli sui liquidi inalati.

Sigaretta elettronica: arriva il divieto di vendita online

Sigarette elettroniche e liquidi su Amazon? Presto potrebbe non essere più possibile. Il divieto sulla vendita online delle sigarette elettroniche fa parte dell’emendamento al Dl Fisco proposto dalla deputata AP Simona Vicari approvato alla Commissione di Bilancio del Senato.

Lo scopo è di disincentivare la vendita di sigarette elettroniche su canali difficilmente controllabili, come appunto il Web, garantire controlli sanitari adeguati sui liquidi di e-cig, e di contrastare con una stangata il proliferare di un ampio mercato illegale.

Se l’emendamento verrà approvato in via definitiva, solo tabaccherie e negozi fisici autorizzati potranno vendere sigarette elettroniche e liquidi, così da far passare anche questo mercato sotto il controllo esclusivo dei Monopoli di Stato.

Cosa cambia e da quando

Di fatto cambieranno le regole per la vendita su internet delle sigarette elettroniche. Solo tabacchi e rivenditori autorizzati avranno le e-cig e i liquidi con o senza nicotina, e gli store online deputati alla loro vendita chiuderanno baracca o dovranno adeguarsi in qualche modo per non perdere i fumatori “elettronici”.

Al momento, comunque, non cambia niente e si potrà continuare ad acquistare sigarette elettroniche su Amazon e altri siti. La decisione definitiva spetta a Camera e Senato, che dovranno approvare il decreto. Dopo l’emanazione della legge AAMS avrà tempo fino al 31 marzo 2018 per stabilire quali sono le regole e i requisiti per il rilascio o il rinnovo delle licenze.

Sigarette elettroniche online: stop all’evasione fiscale

Il governo intende recuperare l’evasione fiscale al 50% di questo ampio mercato e garantire controlli sanitari sui liquidi venduti. Da due anni l’imposta al consumo per i liquidi da inalazione - contenenti o meno nicotina - è pari a 0,393€/ml. Ci si aspettava un introito di 115 milioni l’anno, ma a causa dei prezzi più bassi in vigore all’estero e della decisione di molte aziende di pagare le imposte in base alla quantità di nicotina presente, quest’anno nelle casse dello Stato finiranno solo 4 milioni di euro derivanti dalla vendita di e-cig.

La recente sentenza della Cassazione ha stabilito che la tassa sulla sigaretta elettronica va pagata così com’è, a prescindere dal contenuto di nicotina (sono esclusi i prodotti da inalazione senza combustione immessi sul commercio come medicinali). Le questioni sollevate dal Tar del Lazio, quindi, sono state dichiarate inammissibili e non fondate dai giudici della Consulta.

Da un lato si vuole recuperare un’entrata erariale evasa dal mercato delle sigarette elettroniche, dall’altro la questione è di tutela della salute visto che “l’imposta di consumo è un eventuale disincentivo nei confronti di prodotti che potrebbero costituire un tramite verso il tabacco”.

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