Sciopero avvocati penalisti dal 25 al 27 giugno

L’Organismo Congressuale Forense ha proclamato uno sciopero di tre giorni previsto per le date del 25, 26 e 27 giugno che coinvolgerà gli avvocati penalisti di tutta Italia; le proteste nascono dal caso di Bari dove il Tribunale Penale risulta da tempo inagibile.

Sciopero avvocati penalisti dal 25 al 27 giugno

Nelle date del 25, 26 e 27 giugno è previsto uno sciopero degli avvocati penalisti deliberato dall’Organismo Congressuale Forense (OCF) che ha anche chiarito i motivi della protesta.

L’Unione delle Camere Penali Italiane (UCPI) ha quindi proclamato l’astensione dalle udienze sul territorio nazionale nel periodo suddetto ed ha annunciato che in particolare a Bari il 26 giugno si terrà una manifestazione organizzata dalla stessa UCPI per esprimere solidarietà ai colleghi pugliesi e per protestare contro la situazione di inagibilità del Tribunale Penale di Bari e contro le generali carenze delle sedi giudiziarie dell’intero territorio nazionale.

Cerchiamo di capire nel dettaglio quali sono i motivi della protesta e perché questa si è estesa a tutto il territorio nazionale.

Il caso di Bari

Innanzitutto è importante capire come si è arrivati a questo punto e quali siano le cause che hanno spinto gli avvocati penalisti alla proclamazione di questo lungo sciopero.

I facenti parte di questa categoria scioperano “contro l’assoluta gravità della situazione nella quale versano gli uffici giudiziari baresi, la cui inadeguatezza e fatiscenza è emblematica della condizione nella quale versa la Giustizia del Paese”.

Nella città pugliese infatti si è arrivati al punto in cui le udienze penali si svolgono nelle tendostrutture appositamente allestite dalla protezione civile nel cortile davanti il palazzo di via Nazariantz chiuso per gravi criticità strutturali.

Questa situazione ha sollevato critiche e appelli provenienti dal mondo dell’avvocatura e non solo.

Emergenza nazionale

A partire dalla situazione di Bari la problematica si è quindi diramata sul territorio nazionale a tutti i settori della Giustizia e merita secondo i promotori dello sciopero l’intervento di tutti gli avvocati italiani.

L’Organismo Congressuale Forense a seguito dell’assemblea tenutasi a Roma il 15 giugno ha accolto l’invito degli avvocati baresi alla mobilitazione e ha specificato, nel documento redatto alla fine della riunione, che la questione non riguarda solo il caso pugliese:

La situazione di Bari è solo l’episodio più drammatico di una pesante realtà nazionale. Il problema dell’edilizia giudiziaria interessa, già da lungo tempo, la quasi totalità delle sedi giudiziarie italiane, atteso che per i relativi uffici, spesso frammentati sul territorio, vengono utilizzati edifici inadeguati, fatiscenti e non in regola con la normativa in materia di agibilità e di sicurezza ed in gran parte di dimensioni del tutto insufficienti”.

La protesta tocca anche un’altra questione che sta molto a cuore tutti i professionisti del settore, ossia quella che viene definita “l’irresponsabile incuria dei governi” che avrebbero manifestato un atteggiamento di totale disinteresse per l’effettiva qualità della giurisdizione; in particolare l’Organismo che ha proclamato lo sciopero ha fatto riferimento alle proposte del Ministro Bonafede che risulterebbero incompatibili con il rispetto dei minimi standard di efficienza e della dignità della funzione difensiva.

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Argomenti:

Avvocati Sciopero

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