Riforma delle pensioni, flessibilità in uscita: secondo Tito Boeri manca equità

icon calendar icon person
Riforma delle pensioni, flessibilità in uscita: secondo Tito Boeri manca equità

Il presidente dell’Inps Tito Boeri torna a parlare di pensioni e di flessibilità in uscita. Ecco la sua idea di riforma per garantire equità.

Il presidente dell’Inps Tito Boeri è tornato a parlare di pensioni e di flessibilità in uscita.
In vista dell’incontro tra sindacati e Governo per la definizione degli ultimi dettagli riguardanti l’anticipo pensionistico, il numero uno dell’Inps ha espresso le sue perplessità sul piano di flessibilità in uscita pensato dal Governo.
Secondo Boeri, infatti, il vero problema delle pensioni in Italia non sarebbe legato alla sostenibilità ma all’equità.

«Ci sono delle persone che oggi hanno dei trattamenti pensionistici, o hanno dei vitalizi, come nel caso dei politici, che sono del tutto ingiustificate alla luce dei contributi che hanno versato in passato. Abbiamo concesso per tanti anni questo trattamento privilegiato a queste persone»

ha commentato Boeri, che ha presentato la sua proposta.

Pensioni, flessibilità in uscita: la proposta di Boeri
Tito Boeri già nei mesi scorsi, quando venivano delineate le linee guida della riforma delle pensioni, aveva avanzato la sua proposta di flessibilità in uscita. Una proposta che si pone come obiettivo finale la realizzazione dell’equità sociale.
Nonostante ormai il Governo abbia puntato forte sull’Ape e, in vista dell’approvazione della prossima Legge di Stabilità, i giochi sembrano ormai fatti, il numero uno dell’Inps prova a rilanciare la sua idea:

«Per chi ha degli importi molto elevati di prestazioni, non è il caso di chiedere loro un contributo che potrebbe in qualche modo rendere, alleggerire i conti previdenziali? Ci permetterebbe di fare qualche operazione di redistribuzione, per esempio andare ad aiutare quelle persone che sono in quella fascia di età prima delle pensione che sono in condizione di povertà, oppure potremmo concedere maggiore flessibilità in uscita verso il sistema pensionistico. Ecco sono tutte operazioni che si possono fare in questo ambito. Legare contributi e prestazioni, questo è il vero problema di fondo».

Una proposta che sembra trovare l’approvazione di Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera, che da mesi si batte sul fronte della flessibilità in uscita. Secondo Damiano, infatti,

«un contributo di solidarietà a carico di chi ha pensioni più elevate, come chiede Boeri, è già stato realizzato e si può rifare».

Il riferimento è rivolto al provvedimento che nel 2008 aveva bloccato per un anno le indicizzazioni alle pensioni di importo superiore ai 4.000 euro lordi mensili, contribuendo, a istituire la quattordicesima per i pensionati più poveri e al contributo di solidarietà istituito per le pensioni di importo superiore ai 90.000 euro lordi annui.
Entrambe le misure hanno subito la bocciatura della Corte Costituzionale.

Pensioni, Boeri tranquillizza su fallimento dell’Inps
Il presidente dell’Inps Tito Boeri, a margine del suo intervento sulla flessibilità in uscita, ha tranquillizzato ancora una volta sullo stato dei conti dell’Inps. Boeri ha evidenziato che compito dell’Inps è erogare le prestazioni pensionistiche per conto dello Stato e che, quindi, queste continueranno ad essere erogate anche in caso di fallimento dell’Inps. Un’eventuale chiusura in perdita dell’Istituto, dunque, non deve preoccupare chi percepisce una pensione a carico dell’Inps.

Iscriviti alla newsletter "Lavoro"

Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del Dlgs 196/03.

Chiudi [X]