Riforma Pa: annunciato il progetto Renzi. Ecco come cambierà il lavoro degli statali

Tre le linee guida finora illustrate da Renzi per il suo progetto di riforma della Pa. E’ previsto un mese di consultazioni e il varo della riforma il 13 giugno. Ecco le principali proposte.

La conferenza stampa di presentazione della riforma della Pa si è tenuta mercoledì 30 aprile a palazzo Chigi. Gli osservatori si aspettavano la tipica conferenza stampa a cui il premier Renzi ci ha abituati da quando è entrato in carica; fatta di proclami, annunci e slide per spiegare le varie norme. E invece Renzi ha spiazzato tutti: ha rimandato la riforma della Pa di un mese, giusto il tempo per far passare le elezioni europee che tanto trambusto stanno creando nella politica italiana, e chiesto l’aiuto di tutti lavoratori e sindacati per migliorare il suo progetto di riforma.

I tempi
Renzi ha annunciato l’invio da parte del governo verso tutti i lavoratori della pubblica amministrazione di una lettera in cui sono illustrate le linee guida del progetto di riforma del lavoro statale. «Sarà per noi importante sapere le vostre riflessioni e le vostre critiche», ha detto Renzi aprendo la consultazione sulle linee guida della riforma della Pa.

Per segnalare proposte alternative, critiche o suggerimenti sul progetto Renzi di riforma della Pa basta scrivere a rivoluzione@governo.it. La consultazione è aperta dal 30 aprile al 30 maggio, un mese di tempo per raccogliere impressioni e consigli dei diretti interessati della riforma. Poi il 13 giugno è atteso il consiglio dei Ministri con il varo del piano di riforma.

Le linee guida
Nella conferenza stampa di mercoledì Renzi ha illustrato le linee guida per la riforma della pubblica amministrazione:
Per prima cosa il premier ha ribadito che il cambiamento della Pa deve necessariamente passare attraverso le persone e un piano di innovazioni strutturali: «programmazione strategica dei fabbisogni; ricambio generazionale, maggiore mobilità, mercato del lavoro della dirigenza, misurazione reale dei risultati, conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, asili nido nelle amministrazioni».

Il secondo punto riguarda i tagli agli sprechi e la riorganizzazione dell’Amministrazione: «Non possiamo più permetterci nuovi tagli orizzontali, senza avere chiari obiettivi di riorganizzazione. Ma dobbiamo cancellare i doppioni, abolendo enti che non servono più e che sono stati pensati più per dare una poltrona agli amici degli amici che per reali esigenze dei cittadini. O che sono semplicemente non più efficienti come nel passato».

Infine Renzi rilancia sugli open data come strumento di trasparenza, semplificazione e digitalizzazione dei servizi: «possiamo utilizzare le nuove tecnologie per rendere pubblici e comprensibili i dati di spesa e di processo di tutte le amministrazioni centrali e territoriali, ma anche semplificare la vita del cittadini: mai più code per i certificati, mai più file per pagare una multa, mai più moduli diversi per le diverse amministrazioni».

Lavoratori statali
Molte le novità che riguardano direttamente il lavoro degli statali. Il progetto di Renzi introduce nuove norme per agevolare il part time, l’abrogazione dell’istituto del trattenimento in servizio, nuove norme circa l’esonero dal servizio e la mobilità volontaria.

Come già annunciato saranno introdotti limiti agli stipendi degli statali, manager e dirigenti, il cui compenso sarà calcolato anche in base al merito a all’andamento dell’economia del paese. Si prevede la possibilità di licenziare i dirigenti che rimangono senza incarichi oltre un determinato termine. Infine si parla di semplificazione e maggiore flessibilità delle regole sul turn over fermo restando il vincolo sulle risorse per tutte le amministrazioni.

Tagli agli sprechi
Nella riforma della Pa un ruolo importante è ricoperto dal taglio agli sprechi, fatto anche attraverso una riorganizzazione dell’amministrazione e dei vari enti. Il premier ha illustrato alcuni punti del piano: «riorganizzazione strategica della ricerca pubblica, aggregando gli oltre 20 enti che svolgono funzioni simili, per dare vita a centri di eccellenza; gestione associata dei servizi di supporto per le amministrazioni centrali e locali; riorganizzazione del sistema delle autorità indipendenti e la soppressione della Commissione di vigilanza sui fondi pensione con attribuzione delle funzioni alla Banca d’Italia, centrale unica per gli acquisti per tutte le forze di polizia».

Altre proposte vanno nella direzione dell’accorpamento di Aci, Pra e Motorizzazione civile, riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio, riduzione delle Prefetture a non più di 40, drastica riduzione delle municipalizzate.

Open data e Pin del cittadino
L’ultimo punto illustrato da Renzi riguarda gli Open data, la semplificazione e la digitalizzazione dei servizi. Per prima cosa si parte dall’introduzione del Pin del cittadino: «dobbiamo garantire a tutti l’accesso a qualsiasi servizio pubblico attraverso un’unica identità digitale».

Parola d’ordine massima trasparenza: il sistema Siope diventa aperto e consultabile, online anche le spese dei sindacati. Infine si parla di unificazione e standardizzazione della modulistica in materia di edilizia ed ambiente e concreta attuazione del sistema della fatturazione elettronica per tutte le amministrazioni.

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