Pensioni, ultime notizie: tutte le novità sulla flessibilità in uscita

Le ultime notizie sulle pensioni riguardano ancora la flessibilità in uscita. All’apertura del Governo sul tema rispondono i sindacati. Continua la protesta dei precoci.

Al centro del dibattito sulle pensioni c’è sempre la flessibilità in uscita.
Il Governo, dopo settimane di silenzio, ha aperto alla possibilità di rivedere il sistema pensionistico introducendo una maggiore flessibilità in uscita, pensando quindi a un intervento sulla pensione anticipata.
D’altronde l’argomento è stato al centro anche delle manifestazioni organizzate in occasione del 1° maggio: i sindacati si sono schierati in prima linea nella richiesta all’esecutivo di una riforma del lavoro e una riforma del sistema previdenziale.
Di seguito tutte le ultime notizie aggiornate sul tema della flessibilità.

Pensioni, i sindacati sulla flessibilità in uscita promessa dal Governo Renzi
Il dibattito sulle pensioni sembra essere entrato nel vivo, anche in seguito alle iniziative annunciate dai tecnici dell’esecutivo che stanno ideando possibili interventi per garantire la possibilità di andare in pensione anticipata e agli invii da parte dell’Inps delle buste arancioni contenenti le previsioni sulle future pensioni.
In occasione delle manifestazioni del 1° maggio sul tema delle pensioni e, in particolare, della flessibilità in uscita, si sono espressi i sindacati.

«Il Governo abbassi le tasse su pensioni complementari»

ha commentato Susanna Camusso, leader della Cgil. E ancora:

«non ci interessano le buste arancioni, vogliamo buste paga pesanti e che si cambi la legge Fornero, perché non si può stare su una impalcatura a 66 anni».

I sindacati inoltre spingono affinché l’esecutivo affronti la situazione dei lavoratori precoci costretti a lavorare fino a tarda età nonostante abbiano diversi anni di contributi versati.

Pensioni, la rabbia dei precoci che chiedono la Quota 41
Alle manifestazioni organizzate il 1° maggio erano presenti anche i lavoratori precoci, ossia quella categoria di lavoratori che ha iniziato a lavorare in giovane età e che, pur avendo molti anni di contributi versati alle spalle, non raggiunge i requisiti anagrafici per andare in pensione.
I lavoratori precoci sono stati una delle categorie più colpite dalla Legge Fornero e, nonostante questo, il Governo ancora non si esprime sulla possibilità di trovare una soluzione al problema.
Per questo i precoci promettono battaglia, al fine di esercitare pressione sull’esecutivo per ottenere l’approvazione della Quota 41, la proposta che permetterebbe agli stessi di andare in pensione con 41 anni di contributi versati indipendentemente dall’età.
Ciò che accresce la rabbia dei precoci è che, mentre il Governo Renzi latita sull’argomento, nella giornata di venerdì, con l’approvazione del decreto sulle banche, è stato concesso uno scivolo di sette anni per anticipare l’uscita dal mondo del lavoro ai bancari, al fine di aiutare le banche a tagliare i costi eccessivi e le filiali.

Iscriviti alla newsletter

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories