Pensioni precoci, ultime novità: il Governo apre alla Quota 41

Sono positive le ultime notizie che riguardano le pensioni dei precoci e la quota 41. Ecco quanto emerso dal confronto tra i rappresentanti della categoria e Nannicini.

Sono positive le ultime notizie che riguardano le pensioni dei lavoratori precoci.
Nella giornata di ieri, infatti, si è tenuto un incontro tra una delegazione di lavoratori precoci appartenenti al gruppo facebook “Lavoratori precoci a tutela dei propri diritti”, diventato un punto di riferimento per la categoria, e il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei Ministri Tommaso Nannicini.
Quanto emerso dal confronto tra le parti sembra essere positivo: è stato lo stesso amministratore del gruppo facebook, Roberto Occhiodoro, a comunicare in serata che l’incontro è stato proficuo.
Le richieste dei precoci che chiedono una revisione della Legge Fornero e l’approvazione della Quota 41 verranno quindi prese in considerazione dal Governo Renzi? Vediamo di seguito quanto emerso dall’incontro.

Pensioni precoci: possibile approvazione Quota 41?
I lavoratori precoci sono una delle categorie che sono state penalizzate dalla Legge Fornero a causa dell’innalzamento dell’età pensionabile. In base a quanto previsto dalla riforma, infatti, i precoci non possono andare in pensione pur avendo maturato molti anni di contributi versati.
Nell’incontro di ieri con Nannicini i lavoratori precoci hanno ribadito l’importanza dell’approvazione della Quota 41, unica soluzione in materia di pensioni per garantire una maggiore flessibilità in uscita a una categoria che ha molti anni di contributi versati alle spalle.
Nannicini, dal suo canto, ha tranquillizzato i precoci spiegando che sarà fatta una valutazione sulla quota 41 da parte della ragioneria di stato. Nannicini ha anche rassicurato sui tempi, spiegando che tutto verrà valutato affinché la riforma previdenziale sia pronta prima del referendum costituzionale, come aveva chiesto lo stesso Damiano.

Pensioni precoci: Ape non inciderà sulla Quota 41
Per quanto riguarda la riforma delle pensioni, il Governo per ora ha spinto sull’Ape, ossia su una forma di uscita anticipata dal lavoro basata sul prestito pensionistico.
La paura dei lavoratori precoci è che l’Ape possa in qualche modo prendere il posto della Quota 41, penalizzando quindi la categoria che non rientrerebbe per requisiti all’interno della nuova misura ideata dal Governo.
Ulteriori rassicurazioni sono arrivate però dall’incontro di ieri tra gli esponenti del Governo e quelli della categoria: l’Ape non riguarderà i lavoratori precoci, come già era risaputo, e non inciderà sulla Quota 41.
Oltre a questo, il Governo ha fornito altre indicazioni su questioni che riguardano anche le pensioni dei precoci, come ad esempio le aspettative di vita. Roberto Occhiodoro ha comunicato che ai precoci è stato riferito che

«Si può studiare una soluzione che porti da 2 a 5 anni le variazioni con un aggravio massimo di 3 mesi ogni 5 anni».

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