Pensioni precoci, ultime novità: Camera approva Quota 41, misura al via dal 2017

Stefania Manservigi

28 Novembre 2016 - 17:30

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Pensioni precoci, la Camera approva la Quota 41 limitata a pochi lavoratori. Ecco tutte le ultime novità sulla riforma delle pensioni.

Le ultime novità sulle pensioni dei precoci non sono positive.
La Camera ha infatti approvato la riforma delle pensioni senza apportare modifiche su quanto stabilito per i lavoratori precoci. Nella manovra previdenziale ci sarà la Quota 41 per i lavoratori precoci, al via dal 1° maggio 2017, ma sarà limitata a una platea ristretta di beneficiari.
Confermata invece l’abolizione delle penalizzazioni per chi accede alla pensione anticipata prima dei 62 anni.
Ecco tutte le ultime notizie.

Pensioni precoci, ecco chi potrà accedere alla Quota 41
I lavoratori precoci sono i veri grandi delusi dalla riforma delle pensioni del Governo Renzi. Mentre per esodati e Opzione donna, infatti, sono state trovate delle soluzioni di compromesso dopo il passaggio della riforma alla Camera, i lavoratori precoci, nonostante la loro opera di mobilitazione, non sono riusciti a ottenere un ampliamento della Quota 41.
Nella manovra previdenziale contenuta nella Legge di Stabilità che ha appena ottenuto il via libera della Camera, infatti, è stata sì approvata la Quota 41, ma per una platea ristretta di lavoratori.
Ricordiamo che la Quota 41 consente a chi ha raggiunto i 41 anni di contributi versati di andare in pensione anticipata senza penalizzazioni e indipendentemente dall’età anagrafica.
Chi potrà andare in pensione anticipata con la Quota 41 a partire dal 1° maggio 2017?
Potranno usufruire della Quota 41 tutti i lavoratori che abbiano accumulato almeno 12 mesi di contribuzione, anche non consecutivi, prima del compimento del diciannovesimo anno di età. Oltre al requisito contributivo, è richiesto anche che i lavoratori precoci si trovino in una delle seguenti condizioni:

  • essere in stato di disoccupazione e essere privi di ammortizzatori sociali;
  • assistere al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’art. 3, co. 3 della legge 104/1992;
  • avere una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74 per cento;
  • essere impiegati in lavori considerati gravosi.

Pensioni precoci, Quota 41 e il problema delle risorse
Secondo le prime stime, sarebbero circa 25mila i lavoratori precoci che a partire dal prossimo anno potranno andare in pensione anticipata grazie alla Quota 41.
Tuttavia, oltre ai requisiti necessari per poter rientrare tra i beneficiari della misura, c’è un altro aspetto importante da tenere in considerazione.
La Quota 41, infatti, viene garantita nell’ambito di programmate risorse di bilancio: si parla di 360 milioni di euro per l’anno 2017, di 550 milioni di euro per l’anno 2018, di 570 milioni di euro per l’anno anno 2019 e di 590 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020. Questo significa che, se le domande di accesso alla Quota 41 dovessero prevedere un investimento di risorse maggiore rispetto a quelle stanziate, la decorrenza dei trattamenti verrà differita adottando criteri di priorità in ragione della maturazione dei requisiti agevolati, individuati con un Dpcm.

Pensioni precoci, possibilità di modifiche per la Quota 41?
I lavoratori precoci sono rimasti delusi dall’esame alla Camera delle riforma delle pensioni, che non ha apportato le modifiche sperate alla Quota 41.
Ora il testo passerà al Senato, per l’esame conclusivo sulla riforma. Sarà l’ultima possibilità per una modifica della manovra nella parte riferita ai precoci? Non resta dunque che attendere.

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