Pensioni precoci, ultime novità: Damiano insiste, occorrono soluzioni eque. Settimana decisiva?

Stefania Manservigi

4 Ottobre 2016 - 17:37

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Dopo l’accordo trovato tra sindacati e Governo sulla prossima riforma delle pensioni, al centro del dibattito resta la situazione dei precoci. Damiano insiste, servono soluzioni eque.

Nonostante la settimana scorsa Governo e sindacati abbiano trovato l’accordo sulla riforma delle pensioni e sugli interventi da adottare nei prossimi tre anni, al centro del dibattito resta ancora la questione dei precoci.
I lavoratori precoci, infatti, sono rimasti delusi dal verbale firmato dalle parti sociali e dall’esecutivo che riserverebbe la Quota 41, ossia la possibilità di andare in pensione anticipata al raggiungimento dei 41 anni di contributi senza penalizzazioni e indipendentemente dall’età anagrafica, solo ai lavoratori precoci che vivono situazioni di difficoltà.
Sull’argomento è tornato ad esprimersi anche Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera, che da mesi è schierato in prima linea a favore dei precoci e della Quota 41, proposta ideata proprio dall’ex Ministro del Lavoro.
Secondo Damiano, infatti, la necessità è quella di trovare soluzioni eque nel più breve tempo possibile. L’occasione potrebbe essere la tanto annunciata riunione del tavolo tecnico durante la quale verranno definiti quali siano i lavori gravosi, delimitando in maniera più nitida la platea di precoci che potrà godere della Quota 41.
La partita sulla Quota 41 è ancora aperta? Potrà essere decisiva questa settimana?

Pensioni precoci, novità: cosa si intende per lavori gravosi?
Nella prossima riforma delle pensioni, dunque, verrà inserita anche la possibilità di usufruire della Quota 41 ma solo per una platea limitata di precoci. Se a grandi linee sono stati individuati i destinatari della misura, nello specifico però resta ancora da definire chi potrà rientrare nella categoria di precoci che vivono situazioni di difficoltà.
Ricordiamo infatti che nel verbale siglato lo scorso mercoledì dai sindacati e dal Governo si è stabilito che potessero beneficiare della Quota 41 i lavoratori precoci in possesso di uno dei seguenti requisiti:

  • essere disoccupati e non destinatari di ammortizzatori sociali;
  • avere problemi di salute che ne determinino una situazione di disabilità;
  • essere impiegati in attività di particolare gravosità.

Proprio sul concetto di impieghi gravosi Damiano ha intenzione di continuare la battaglia portata avanti negli ultimi mesi dai lavoratori precoci, cercando di ottenere l’estensione della platea dei beneficiari della misura. Più lavori verranno fatti rientrare nella categoria degli impieghi gravosi, infatti, più lavoratori precoci potranno godere della Quota 41.

«La qualità delle soluzioni che si adotteranno per i lavori usuranti e precoci e per gli esodati, per i quali si confida in una salvaguardia che ricomprenda al meno 25.000 persone, sarà decisiva per una valutazione complessiva di questa riforma»

ha commentato Damiano.

Pensioni precoci, novità: la disapprovazione dei lavoratori per la riforma
Gli interventi che verranno inseriti nella riforma delle pensioni, così come concordati dal Governo e dai sindacati, non sono piaciuti ai lavoratori precoci per quanto riguarda le misure di interesse. Positiva l’eliminazione delle penalizzazioni a partire dal 2018 per tutti coloro che andranno in pensione a 62 anni, e anche la definizione di lavoratori precoci sancita nel verbale secondo cui è possibile considerare precoce colui che ha lavorato almeno 12 mesi anche non continuativi prima di aver raggiunto 19 anni d’età. Tuttavia la decisione di limitare la Quota 41 ai soli precoci che vivono situazioni di difficoltà resta una decisione difficile da accettare per una categoria di lavoratori che ha iniziato a lavorare in giovane età accumulando molti anni di contributi versati. La possibilità che la platea dei beneficiari possa essere allargata in seguito ai prossimi incontri tra sindacato e Governo appare ormai un contentino agli occhi dei precoci che promettono di continuare la loro mobilitazione in difesa dei propri diritti.

Iscriviti alla newsletter