Pensioni precoci, ultime novità: Governo alla ricerca di risorse per la Quota 41?

Continua il dibattito sulle pensioni dei lavoratori precoci e la Quota 41. Il governo è alla ricerca di risorse per trovare soluzioni alla questione.

Continua la battaglia per quanto riguarda le pensioni dei lavoratori precoci e la Quota 41.
Le ultime notizie che riguardano la situazione dei precoci, infatti, vedono il Governo impegnato nella ricerca di risorse per poter trovare una soluzione alla questione.
I lavoratori precoci, ossia quella categoria di lavoratori che ha iniziato a lavorare in giovane età accumulando molti anni di contributi, e che è stata penalizzata dalla legge Fornero a causa dell’innalzamento dei requisiti anagrafici per andare in pensione, chiedono l’approvazione della Quota 41: questa misura, infatti, permetterebbe ai precoci di andare in pensione senza penalizzazioni al raggiungimento dei 41 anni di contributi versati, indipendentemente dall’età anagrafica.
Il Governo, durante gli incontri con i sindacati per parlare di riforma delle pensioni, è stato molto cauto a riguardo: la situazione dei lavoratori precoci verrà affrontata compatibilmente con le risorse disponibili. Il messaggio lanciato fino a qui sembra infatti essere questo.
Cosa deciderà il Governo per i lavoratori precoci? Ecco le ultime novità a riguardo.

Pensioni precoci: due opzioni al vaglio del Governo
Il Governo sta vagliando due opzioni per quanto riguarda la prossima riforma delle pensioni che dovrebbe essere inserita nella Legge di Stabilità 2017. Una di queste opzioni riguarda proprio i lavoratori precoci che chiedono una revisione della Legge Fornero.
Il Governo, tuttavia, di fronte alle richieste dei sindacati è cauto:

«Non potremo rispondere a tutti i punti sul tavolo, ci vorrebbe uno sforzo finanziario che al momento non è nelle nostre possibilità. Vogliamo arrivare a settembre con un quadro definito. Tutti ci auguriamo che ci sia qualcosa da firmare insieme ai sindacati. L’orizzonte temporale è questo. Dobbiamo accelerare»

ha commentato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini.
La platea dei lavoratori precoci, d’altronde, è vasta: secondo la pre-istruttoria in corso si va dai 4,8 ai 3,5 milioni di lavoratori che, se venisse approvata la Quota 41, potrebbero generare un flusso di uscite anticipate di 60-70mila l’anno.
Il Governo sta quindi cercando una soluzione per restringere questo flusso.

Pensioni precoci, incontro al Senato
Mentre il Governo cerca una soluzione alternativa alla Quota 41, i lavoratori precoci continuano la loro mobilitazione. Le ultime notizie in proposito parlano di un incontro al Senato tra una delegazione di precoci guidata da Roberto Occhiodoro, amministratore della pagina Facebook «Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti» diventata un punto di riferimento per la categoria, e il senatore Sacconi in qualità di vicepresidente del Senato e di Presidente della Commissione Lavoro del Senato.
I lavoratori precoci hanno ribadito la necessità di approvazione della Quota 41, sostenendo che lo Stato sarebbe in debito con tutti i lavoratori che hanno versato 40/41 anni di contributi.
Il braccio di ferro tra precoci e Governo è destinato quindi a continuare.

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