Pensioni dipendenti pubblici: risoluzione d’ufficio per chi ha raggiunto Quota 96 entro il 2011

Sono oltre 5mila i dipendenti pubblici collocati in pensione d’ufficio a causa della risoluzione per raggiungimento del limite di età. Tra questi coloro che hanno raggiunto la Quota 96 entro il 2011.

Sono molti i dipendenti pubblici che saranno collocati in pensione d’ufficio entro la fine del 2016 e tra questi figurano anche i Quota 96.
A certificarlo è l’ufficio parlamentare di bilancio della Camera che nella giornata di ieri ha pubblicato un report sull’andamento numerico dei pensionamenti d’ufficio nelle amministrazioni dello stato.
Il pensionamento d’ufficio riguarda quei dipendenti pubblici che avevano maturato un diritto alla pensione entro il 2011.

Pensioni dipendenti pubblici: pensione d’ufficio per i Quota 96
Il pensionamento d’ufficio riguarda anche quei dipendenti pubblici che hanno raggiunto la Quota 96 entro il 2011, ricordando che per Quota 96 si intende la somma di 60 anni di età e 36 di contributi versati oppure 61 anni di età e 36 di contributi.
Coloro che hanno raggiunto la Quota 96 entro il 2011, infatti, quest’anno compiranno 65 anni che è l’età ordinamentale massima per restare in servizio e saranno quindi messi a riposo d’ufficio dall’amministrazione statale di appartenenza.
Questa categoria di lavoratori, infatti, non beneficia dell’allungamento dell’età pensionabile predisposto dalla Legge Fornero e non può avvalersi della possibilità di richiedere il trattenimento in servizio essendo stato abolito questo istituto nel 2014.

Pensioni dipendenti pubblici: oltre 5mila lavoratori collocati a riposo
Secondo i dati pubblicati dall’Upb della Camera lo scorso anno sarebbero stati 5.201 i dipendenti pubblici collocati a riposo (tra questi 3.157 donne) in quanto avevano raggiunto il diritto alla pensione in seguito al compimento del limite ordinamentale d’età per restare in servizio.
Per quanto riguarda il collocamento in pensione d’ufficio per il 2016, i numeri non dovrebbero discostarsi troppo da quelli del 2015.

Pensioni dipendenti pubblici: permanenza in servizio nella Pubblica Amministrazione
La scelta di predisporre un limite ordinamentale per porre in pensione d’ufficio i dipendenti pubblici deriva dalla necessità di porre un limite alla scelta di permanenza in servizio.
La permanenza in servizio è infatti una libera scelta che viene lasciata ai dipendenti pubblici dopo che questi hanno maturato il diritto alla pensione. Tale decisione viene presa dagli interessati al fine di conseguire un trattamento pensionistico migliore e un trattamento di fine servizio più alto.
Non solo. A pesare sono anche gli effetti del pagamento dell’indennità di buonuscita: nel caso di dimissioni del dipendente lo stesso dovrà attendere oltre due anni per percepire i soldi, mentre in caso di collocamento a riposo d’ufficio i tempi si riducono a 6 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro.
Per magistrati, avvocati e procuratori dello Stato, professori universitari dirigenti medici e del ruolo sanitario il limite ordinamentale per la cessazione d’ufficio è fissato a 70 anni.

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