Partite Iva, regime dei minimi: proroga 2015 e adesione, i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate, rispondendo a uno specifico interpello, ha chiarito alcuni dubbi sulla proroga e l’adesione anche per il 2015 al Regime dei minimi da parte dei contribuenti a Partita Iva.

I contribuenti a Partita Iva possono scegliere di optare per il Regime dei Minimi al 5% se hanno aperto un’attività prima dell’entrata in vigore del Milleproroghe. Per farlo devono essere in possesso dei requisiti per accedere al suddetto regime e indicare l’opzione con la dichiarazione dei redditi relativa al 2015, che si presenta nel 2016.
Il chiarimento proviene direttamente dall’Agenzia delle Entrate che ha risposto a uno specifico interpello nella Risoluzione 67/E del 2015.

Partite Iva, chi potrà accedere al Regime dei Minimi anche nel 2015?
Il problema si pone per le Partite Iva che hanno avviato un’attività nel 2015 e, non essendo dei requisiti per rientrare nel nuovo Regime dei Minimi, avevano optato per il regime ordinario. Tuttavia il Milleproroghe ha esteso all’intero 2015 la possibilità di scegliere il vecchio Regime dei Minimi al 5% ( proroga contenuta all’articolo 10, comma 12-undecies, del decreto 192 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla Legge 11/2015). Tale possibilità è stata concessa ai giovani imprenditori e ai lavoratori in mobilità.
In risposta al sopra citato interpello l’Agenzia delle Entrate ha confermato la possibilità di aderire ancora al vecchio regime dei minimi anche se l’attività è stata avviata nel periodo transitorio che va dall’entrata in vigore del nuovo regime (ossia il 1° gennaio 2015) a quella del Milleproroghe.

Partite Iva, come poter ottenere l’adesione al Regime dei Minimi 2015?
Le Partite Iva che desiderano avvalersi della proroga concessa con il Milleproroghe per aderire al più vantaggioso Regime dei Minimi, tuttavia, devono effettuare una serie di adempimenti: con il Milleproroghe, l’applicazione del regime fiscale di vantaggio diviene «espressione di una specifica scelta del contribuente» ed è quindi soggetta alla relativa disciplina prevista dal DPR 442 del 1997, “Regolamento recante norme per il riordino della disciplina delle opzioni in materia di imposta sul valore aggiunto e di imposte dirette”. L’articolo 1, comma 1, di tale decreto prevede che l’opzione e la revoca per determinati regimi di imposta si desumono da comportamenti concludenti del contribuente o dalle modalità di tenuta delle scritture contabili: inoltre viene specificato che la validità dell’opzione è subordinata unicamente alla sua concreta attuazione fin dall’inizio dell’anno.
L’articolo 2, invece, prevede che il contribuente debba comunicare l’opzione nella prima dichiarazione annuale IVA disponibile, oppure con la dichiarazione dei redditi.
Cosa significa in concreto?
Significa che le Partite Iva che hanno avviato un’attività d’impresa nel 2015, se vogliono rientrare nel Regime dei Minimi al 5%, nel caso in cui non abbiano già manifestato la relativa volontà con il modello A7, possono darne comunicazione nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno di imposta 2015 ossia quella che si presenta nel 2016.
Nel frattempo possono applicare il Regime dei Minimi con tutte le conseguenze sulla contabilità. Inoltre, entro 30 giorni dalla pubblicazione della Risoluzione 67/E ( ossia entro il 23 agosto) oppure con la prima liquidazione IVA successiva, devono applicare le opportune modifiche ai documenti emessi con addebito IVA.

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