Chi è e quanto guadagna Marcello Foa, il nuovo presidente della Rai?

Marcello Foa è il nuovo presidente della Rai scelto dal governo Lega-Movimento 5 Stelle: biografia e stipendio del giornalista ora che è approdato a Viale Mazzini.

Chi è e quanto guadagna Marcello Foa, il nuovo presidente della Rai?

Alla fine dopo lunghe settimane di trattativa, la commissione parlamentare di Vigilanza che doveva esprimersi sulla nomina del nuovo presidente della Rai ha ratificato la nomina di Marcello Foa.

Grazie al ritrovato accordo all’interno del centrodestra, il giornalista al secondo tentativo ha ottenuto i voti necessari per essere eletto: grazie al via libera di Forza Italia, Marcello Foa è ora il nuovo presidente della Rai.

La biografia di Marcello Foa

Sposato con tre figli, Marcello Foa nasce a Milano il 30 settembre del 1963. Dopo essersi laureato nella città meneghina in Scienze Politiche, inizia la carriera da giornalista in Svizzera dove è cresciuto tanto da avere la doppia cittadinanza.

Nel 1984 scrive per la Gazzetta Ticinese per passare poi nel 1987 al Quotidiano del Popolo. La svolta però arriva nel 1989 quando Indro Montanelli lo assume a Il Giornale, facendo il corrispondente per il quotidiano e seguendo quindi il processo post Muro di Berlino fino a diventare caporedattore esteri.

Oltre alla carriera da giornalista e di scrittore, ha pubblicato quattro opere in totale, nel 2004 imbocca anche la strada accademica fondando l’Osservatorio europeo per il giornalismo presso la facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università della Svizzera Italiana, ateneo dove attualmente insegna Comunicazione e media nell’ambito delle relazioni internazionali.

Dopo essere stato nominato inviato speciale de Il Giornale, nel 2011 Marcello Foa lascia il quotidiano (continuando comunque a seguire il suo blog Il cuore del mondo) diventando il direttore generale del Corriere del Ticino per poi assumere l’incarico, un anno dopo, di amministratore delegato della Società Editrice del Corriere del Ticino SA di Muzzano.

Sostenitore della teoria del complotto dell’ideologia gender e vicepresidente dell’associazione Asimmetrie, centro studi dell’economista della Lega Alberto Bagnai, con il carroccio al governo assieme al Movimento 5 Stelle è stato indicato il 27 luglio dal Ministero dell’Economia come nuovo presidente della Rai.

Le opposizioni contro

Dopo un lungo periodo di attesa, lo scorso 27 luglio Palazzo Tesoro in qualità di azionista di maggioranza ha ufficializzato la scelta di Marcello Foa come prossimo presidente Rai e di Fabrizio Salini come amministratore delegato.

A far ribollire il mondo politico nostrano è stata la decisione del ministro Tria di designare Foa al vertice della Rai, con le opposizioni che hanno subito annunciato che avrebbero votato contro la sua nomina in commissione Vigilanza.

Per essere ufficializzato il giornalista aveva bisogno del voto favorevole dei due terzi della commissione. Lega e Movimento 5 Stelle quindi da soli non avevano i numeri necessari.

Il Partito Democratico è subito salito sulle proverbiali barricate. Per i dem infatti Marcello Foa sarebbe del tutto inadeguato e impresentabile, visti i post social scritti contro il Presidente della Repubblica.

Una linea questa del PD che è subito stata sposata da Liberi e Uguali, con il centrosinistra per una volta compatto che si è appellato anche a Forza Italia, autentico ago della bilancia, affinché non votasse la nomina di Foa.

La palla quindi è finita tutta nelle mani di Silvio Berlusconi, che non avrebbe gradito molto il fatto di essere stato informato dalla Lega soltanto quando la scelta era stata fatta. Un modus operandi che avrebbe suscitato la profonda irritazione dell’ex premier.

La maggioranza, prima di proporre un suo nome per la presidenza della Rai, avrebbe dovuto avviare un’istruttoria tra i gruppi parlamentari presenti in commissione di Vigilanza e solo dopo esprimere un candidato di sintesi - ha spiegato il capogruppo forzista Mariastella Gelmini - Forza italia farà un’attenta riflessione, ma al momento il nostro voto è no”.

In teoria da parte degli azzurri non c’era un veto sulla persona come da parte del centrosinistra, ma soltanto una delusione sul metodo scelto per la nomina come sottolineato anche da Antonio Tajani.

La nomina a presidente della Rai

A inizio agosto, come era nelle previsioni, in commissione Marcello Foa non ha ottenuto i voti necessari per essere nominato presidente. Uno stop che però non è stata una bocciatura definitiva.

Lo strappo tra Lega e Forza Italia si è infatti ricucito: in cambio di una alleanza alle regionali in Abruzzo, Sardegna e Basilicata, gli azzurri hanno fatto cadere il veto sulla presidenza a Foa.

Non è un caso che il carroccio abbia subito dopo presentato una mozione, che ha ottenuto il via libera con gli azzurri che si sono astenuti, su come il cda possa procedere alla votazione di un nuovo presidente senza alcuna limitazione.

Al secondo tentativo, il 26 settembre 2018 la Vigilanza con 27 sì, 3 no e 1 astenuto (il Partito Democratico non ha partecipato al voto), ha così nominato Marcello Foa come nuovo presidente della Rai.

Quanto guadagna

Prima ancora di assumere la guida di Viale Mazzini, Marcello Foa è stato innanzitutto nominato a fine luglio membro del Consiglio d’Amministrazione della Rai dal Tesoro. Per questo incarico, lo stipendio previsto è di 66.000 euro lordi l’anno.

Dopo che alla fine del lungo braccio di ferro politico è stato eletto come nuovo presidente della Rai, al compenso come membro del CdA si è aggiunto anche quello di presidente pari a 114.000 euro lordi l’anno.

Adesso però Marcello Foa sarebbe stato indicato dal Consiglio d’Amministrazione anche come presidente di RaiCom, la società del gruppo che su occupa dei diritti di trasmissione in tutto il mondo. Per questo incarico nel caso andrebbe a percepire altri 40.000 euro.

In totale quindi Foa potrebbe arrivare a percepire oltre 200.000 euro dalla Rai per le sue mansioni, ma si dovrà vedere se il giornalista rinuncerà al suo stipendio da consigliere come spesso fatto in passato da altri dirigenti nella sua stessa posizione.

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