Juventus e la verità su Marotta: via per i contrasti con Agnelli sull’espansione del club?

La separazione tra la Juventus e Beppe Marotta continua a tenere banco: l’ad via per la sua linea prudente contro l’esuberanza di Andrea Agnelli?

Juventus e la verità su Marotta: via per i contrasti con Agnelli sull'espansione del club?

Ripercorrendo a ritroso i vari tasselli di questa vicenda, il benservito della Juventus a Beppe Marotta appare sempre meno come un classico fulmine a ciel sereno. Alla base di questa separazione infatti ci potrebbero essere le differenti vedute sull’espansione del club tra il dirigente e Andrea Agnelli.

Mentre ancora è da capire chi potrebbe essere il sostituto dell’amministratore delegato, si parla dell’attuale direttore di Scuderia Ferrari a amico di Andrea Agnelli Maurizio Arrivabene, il presidente bianconero ha parlato di “modello Juve inalterato” e di “grandi sfide, molto più complicate, non solo sul campo ma a tutto tondo”.

Una progetto questo di grande espansione soprattutto economica per aumentare il fatturato, che però potrebbe cozzare con un atteggiamento più prudente auspicato da Marotta: è questo il motivo della mancata riconferma?

Il fatturato della Juventus

Anche se alla fine a contare è sempre quello che succede nel rettangolo verde di gioco, se un club vuole essere competitivo in Europa deve aumentare i propri profitti altrimenti la sfida con le big appare impari.

La Juventus oltre a dominare da anni il campionato italiano, ha tentato più volte l’assalto alla Champions League senza però successo. Con l’arrivo di Cristiano Ronaldo, l’auspicio della Vecchia Signora è quello di tornare ad alzare la Coppa dalle grandi orecchie.

Grazie anche allo Stadium e ai soldi incassati comunque dalla Champions, anche senza vincere un buon cammino assicura ugualmente lauti incassi, il fatturato della Juventus è aumentato negli scorsi anni.

I bianconeri in Europa al momento sono al decimo posto per quanto riguarda il fatturato con 405 milioni fatti registrare nel 2017. Un ottimo risultato anche se il gap con gli altri top club è ancora evidente.

Il Manchester United infatti è a 673 milioni, poco sopra Real Madrid e Barcellona. Bayern, City, Arsenal e PSG viaggiano tutti intorno ai 500 milioni. La Juve quindi ha bisogno di uno scatto di un centinaio di milioni per poter arrivare ai loro livelli.

Per cercare di colmare questa distanza, in estate i bianconeri hanno messo a segno quello che è stato definito il “colpo del secolo”: Cristiano Ronaldo. Un’operazione dal grande impatto in tutti i sensi considerando anche che l’ultimo bilancio, dove non si è tenuto conto dell’ingaggio dell’attaccante, è stato chiuso con un rosso di 19 milioni.

La speranza però è quella che l’arrivo dell’asso portoghese possa essere determinante non solo per la conquista della agognata Champions, ma anche dal fronte dei ricavi ci si aspetta una sensibile impennata soprattutto del marketing.

Vedute differenti tra Marotta e Agnelli

Il preambolo sul fatturato della Juve è necessario per cercare di capire i motivi della separazione con Beppe Marotta. Le parole di Andrea Agnelli pronunciate dopo l’ufficializzazione dell’addio sono molto significative a riguardo.

Il modello Juve resta inalterato - ha spiegato Agnelli - si continuerà a lavorare in continuità con il passato perché ci aspettano anni di grandi sfide, molto più complicate, non solo sul campo ma a tutto tondo, e vogliamo restare tra le big d’Europa. La Juve andrà a gente giovane e preparata”.

Il presidente quindi quando parla di nuove e più complicate sfide si riferisce, con ogni probabilità, all’obiettivo di aumentare ulteriormente il fatturato del club attraverso una politica coraggiosa e aggressiva.

Una linea che è quasi obbligatoria se si vuol cercare di rincorrere gli altri top club europei che, come abbiamo visto, al momento possono contare su incassi ben maggiori rispetto ai bianconeri.

Una visione futura che forse non era la stessa di Beppe Marotta. Come ha fatto notare il giornalista del Sole24Ore Marco Bellinazzo, prendere Cristiano Ronaldo ha portato a degli squilibri di cassa stimati intorno ai 100 milioni.

Marotta magari avrebbe preferito una strategia più prudente, visto che al momento o si vince la Champions oppure per non far registrare un significativo passivo di bilancio la Juve dovrà realizzare delle plusvalenze cedendo giocatori.

Per restare aggrappati al treno delle migliori d’Europa Andrea Agnelli vuole spingere sull’acceleratore: per farlo con ogni probabilità vorrà al suo fianco qualcuno che ha la sua stessa visione, con la mission che sarebbe talmente importante tanto da sacrificare un dirigente come Beppe Marotta che è stato uno degli artefici della rinascita della Juventus.

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