Ikea va in India

Ikea apre al mercato indiano: 1,3 miliardi di consumatori e l’economia con la crescita più rapida al mondo

Ikea va in India

Ikea ha aperto il suo primo negozio in India.

Nel target del colosso della grande distribuzione c’è la crescente classe media del Paese che - secondo l’FMI - ha il tasso di crescita più rapido al mondo.

Il tutto avviene in un ambiente che l’ad della società svedese, Jesper Brodin, ha definito in forte progresso, “più coraggioso e aperto”.

Il piano di Ikea: conquistare il secondo Paese più popoloso al mondo

L’espansione in India era nei progetti dell’azienda da oltre un decennio. Brodin ha motivano il ritardo dell’operazione parlando di incertezze interne, mentre oggi prevalgono certezze diffuse su quanto convenga investire nel Paese.

L’ad ha anche aggiunto che potrebbero volerci diversi anni per registrare un insediamento efficace nel mercato indiano.
La multinazionale regina dei mobili ha già investito 4,5 miliardi di euro in India. Un trend destinato a continuare, così come continuerà l’espansione verso realtà commerciali inesplorate e la spinta sull’e-commerce.

Ikea ha attualmente 48 fornitori con circa 45.000 dipendenti diretti in India, con Brodin che ha parlato di un impegno a lungo termine.

Un nuovo punto vendita sorgerà a Mumbai la prossima estate, seguito da quello a Bangalore nel 2020. L’azienda ha più in generale spostato i target nei mercati affermati verso i più patinati centro città. Mossa volta a creare vere e proprie vetrine in grado di sostenere l’ascesa dell’e-commerce; una tattica che può essere portata anche in India.

Obiettivo di Ikea è quello di garantire gli acquisti online ai consumatori indiani nel 2019.
L’azienda ha anche abbassato i prezzi per adattarsi al mercato locale, con più di mille articoli che avranno un prezzo inferiore alle 200 rupie, vale a dire 2,54 euro.

L’India, dalla sua, ha da offrire uno dei maggiori mercati al consumo per quanto riguarda la portata dell’utenza. Con i suoi 1,3 miliardi di cittadini, è il secondo Paese più popoloso del mondo dopo la Cina, anche se il PIL pro capite corrisponde a un quarto di quello di Pechino.

A livello di abitudini, per i consumatori indiani risulta al momento piuttosto insolito recarsi nei negozi ad acquistare mobili da assemblare autonomamente. Per ovviare al problema, l’azienda svedese ha messo insieme un team interno formato da 150 persone che ha il compito di aiutare i clienti a mettere insieme i prodotti.

Qualche settimana fa il New York Times, nel commentare l’operazione di Ikea, ha osservato che, nel bene o nel male, c’è una grossa probabilità che il suo tentativo d’espansione in India possa diventare “un caso di studio per altre aziende internazionali”, in quanto quello di Nuova Delhi è considerato da sempre un mercato non semplice su cui fare presa.

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Argomenti:

India BRICS Svezia

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