IRAP: eliminata la componente lavoro. La Legge di stabilità taglia 6,5 miliardi, ecco cosa significa

Marta Panicucci

16 Ottobre 2014 - 13:39

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Rientra nella legge di stabilità il taglio Irap annunciato da Renzi lunedì scorso. Si tratta della cancellazione della componente lavoro dalla base imponibile dell’Irap per un valore di circa 6,5 miliardi.

La Legge di stabilità 2015 elimina la componente lavoro dalla base imponibile dell’Irap. Il taglio dell’imposta regionale sulle attività produttive vale circa 6,5 miliardi, ma con un effetto di cassa di 5 miliardi. L’ipotesi rilanciata dal premier in occasione del convegno di Confindustria a Bergamo lunedì scorso, è stata accolta dal governo e inserita nella legge di stabilità. Il provvedimento dovrebbe essere attivo a partire dal 2015. L’intervento, secondo le stime del governo, dovrebbe comportare l’aumento del Pil di uno 0,1%, circa 1,6 miliardi e favorire l’occupazione.

Una scelta politica
Secondo fonti interne a palazzo Chigi il piano di taglio dell’Irap ha scatenato un dibattito all’interno della squadra di governo. Il premier Renzi ha sposato fin dall’inizio la causa delle aziende che chiedono da anni l’eliminazione della componente lavoro dalla base imponibile Irap. Ma una corrente di economisti, interna al governo, avrebbe invece preferito impiegare quei soldi per tagliare i contributi sociali, evitando così di pesare sulle casse regionali e sul sistema sanitario che ricevono finanziamenti tramite le somme dell’Irap. Alla fine, la decisione è stata presa dal premier, convinto che il taglio di 6,5 miliardi di Irap favorisca il rilancio dell’occupazione e dei consumi.

Come funziona
Eliminare la componente lavoro, a tempo indeterminato e determinato, dalla base imponibile dell’Irap significa in sostanza tagliarla del 50%. In termini di risparmio per le imprese, il governo stima diverse percentuali a seconda della grandezza dell’impresa:

  • tra il 7 e il 9% per le micro-imprese fino a 5 dipendenti,
  • tra il 30 e il 35% per le piccole imprese,
  • tra il 55 e i 60% per le medio-grandi.

Secondo le prime simulazioni pubblicate dal Sole24Ore, si tratta di un risparmio annuale di circa 800 euro per le piccole imprese fino a cifre molto più consistenti per le imprese più grandi, ma anche per banche e assicurazioni sottoposte ad aliquota superiore di quella ordinaria al 3,5%.

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