Esodati: scatta la sesta salvaguardia. Ignorati i Quota 96, ecco i soggetti interessati

Vittoria Patanè

2 Ottobre 2014 - 12:07

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Arriva la sesta salvaguardia per gli Esodati. Coinvolte oltre 32mila persone, ma ancora nulla per i Quota 96. Ecco le categorie interessate

Esodati: scatta la sesta salvaguardia. Ignorati i Quota 96, ecco i soggetti interessati

La Commissione Lavoro al Senato ha approvato il provvedimento (che ha già ricevuto il via libera della Camera) relativo alla sesta salvaguardia dei lavoratori esodati.

Coinvolte 32.100 persone che avevano perso il loro diritto alla pensione, ma anche lo stipendio, per colpa di un errore compiuto dalla Riforma Fornero del 2012.

Il relatore del DDL, Mario Mauro (Pi) ha dichiarato che:

In questo modo si è evitato che per alcuni esodati scattassero i termini per non poter andare in pensione dall’anno prossimo, ma avrebbero dovuto aspettare un altro anno”.

I soggetti coinvolti potranno dunque andare in pensione nel 2015. Ma il problema è ancora lontano dall’essere risolto e spetterà alla Legge di Stabilità 2015 stabilire quanti sono esattamente gli esodati coinvolti nella salvaguarda, dando loro la tutela definitiva e dunque l’accesso al trattamento previdenziale.

Esodati: soggetti coinvolti
La sesta salvaguardia approvata dalla Commissione Lavoro del Senato riguarda:
- lavoratori in mobilità ordinaria,
- lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria dei versamenti contributivi,
- lavoratori cessati,
- familiari di disabili,
- lavoratori con contratto a tempo determinato cessati dal lavoro tra il 1 gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011.

E i quota 96?
La sesta salvaguardia mira a risolvere, come le precedenti, il macroscopico errore compiuto dalla riforma Fornero che ha lasciato migliaia e migliaia di persone in un limbo per anni. Niente stipendio, niente pensione, niente di niente.

Ma se il Governo si è impegnato sin dall’inizio per risolvere questa questione, molto diversa appare invece la situazione dei cosiddetti «esodati della scuola»: i Quota 96, personale ATA e insegnati che attendono risposte che puntualmente non arrivano.

Anche questa salvaguardia ignora totalmente la loro condizione e una soluzione appare più lontana che mai.

Nei mesi scorsi sembrava che una risoluzione fosse vicina, ma poi si è concluso tutto in un clamoroso nulla di fatto che non ha permesso agli otre 4mila soggetti interessati di accedere a quella benedetta pensione che attendono da oltre due anni.

Il Governo sembra totalmente ignorare la loro condizione e anche la manifestazione organizzata ieri davanti alla sede del Miur non ha ottenuto l’effetto sperato. I politici continuano a non ascoltare e le istituzioni continuano a fare a scarica barile:

‘Il Miur non ha alcuna intenzione di ricontarci, senza una pressione diretta e precisa della politica. L’Inps scarica sui ritardi del Miur la comunicazione del pensionamento con la salvaguardia dell’art. 11bis (usufruttuari della legge 104 nel 2011). Tutte le risorse sono dedicate a La Buona Scuola e solo se Renzi lo concederà, forse potremo andare nel 2015, se i soldi basteranno’.

Questo quanto dichiarato da un esponente dei Cobas. Nel frattempo è stato indetto uno sciopero generale per il prossimo venerdì, 10 ottobre.

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