Embraco (Whirlpool) abbandona l’Italia

L’Embraco chiude lo stabilimento piemontese annunciando il licenziamento di 497 lavoratori e lo stop alla produzione in Italia

Embraco (Whirlpool) abbandona l'Italia

Non è servito il presidio dei lavoratori andato avanti per tutto il periodo natalizio, né ha avuto l’effetto sperato, l’incontro con i sindacati avvenuto nelle scorse ore.

L’Embraco lascia l’Italia confermando, come già annunciato nelle scorse settimane, l’intenzione di azzerare la produzione nel nostro Paese.

L’azienda del gruppo Whirpool intende, dunque, chiudere lo stabilimento di Riva di Chieri annunciando 497 esuberi tra i 537 lavoratori.

La decisione dell’Embraco sembra irremovibile anche se c’è ancora chi spera in un cambio di passo, magari dopo l’incontro che i vertici aziendali avranno con il ministro Calenda giovedì prossimo.

Chiude lo stabilimento di Riva di Chieri

La posizione dell’azienda Whirlpool è ferma: lo stabilimento di Riva di Chieri sarà chiuso e al momento non vi è alcuna possibilità di mantenerne in vita anche solo parzialmente l’attività.

E a nulla è servito l’incontro che si è svolto ieri tra i sindacati Fiom e Uilm e l’Embreco.

"L’azienda continua nella sua posizione intransigente e, nonostante la nostra disponibilità a percorrere tutte le strade per salvaguardare l’occupazione, scarta a priori la possibilità di mantenere anche solo una parte della produzione nel sito di Riva di Chieri”

hanno spiegato dalla Uilm.

Amarezza anche nelle parole dei sindacalisti Fiom che chiedono un intervento incisivo da parte del governo affinché la multinazionale non abbandoni l’Italia:

“Ribadiamo la nostra disponibilità a discutere di tutti gli strumenti utili alla rioccupazione dei lavoratori, ma riteniamo prioritario l’impegno di Whirpool Embraco a continuare a produrre nel sito di Chieri. Embraco produce 40 milioni di compressori nel mondo, farne anche solo meno del 5 per cento in Italia, dopo aver preso tutto il know how e i brevetti che hanno fatto diventare Embraco quello che è oggi, è un debito che Embraco deve onorare verso la comunità di questo Paese.”

497 lavoratori in esubero

Nella fabbrica del torinese sono impiegate attualmente 537 lavoratori dei quali 497 dichiarati in esubero dunque prossimi al licenziamento.

La loro situazione sarà vagliata nel corso degli incontri che giovedì prossimo l’Embraco avrà presso il ministero del Lavoro e presso quello Sviluppo economico.

“Purtroppo, di solito, le disponibilità corrispondono a delle aperture. In questo caso registriamo che l’azienda aveva sicuramente un piano prestabilito di dismissione della produzione. Utilizzeremo tutti 75 giorni a nostra disposizione per far recedere l’azienda da questa decisione”

sottolineano dalla Uilm.

Il titolare del Mise, Calenda, ha invitato i vertici aziendali a valutare alternative ai licenziamenti nel tentativo di vagliare la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali messi in campo dal governo.

Intanto, Embraco e sindacati si rivedranno il 24 gennaio all’Unione industriale di Torino mentre per il prossimo 8 febbraio è stato già convocato il tavolo con le parti sociali.

“Crediamo che il governo debba svolgere un ruolo ancora più incisivo rispetto a quello avuto finora. Non possiamo permettere a una multinazionale come la Whirpool di abbandonare un territorio in questa maniera”

fanno sapere dalla Fiom.

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