Decreto mutui ipotecari: cosa prevede? Le novità in 6 punti

Cosa prevede il nuovo decreto sui mutui ipotecari? Dopo 18 rate non pagate la banca può vendere senza l’ok del giudice e non solo: tutte le novità in 6 punti.

Cosa prevede e cosa cambia con il decreto sui mutui?
La maggioranza ha discusso con il governo i punti più controversi del decreto legislativo che recepisce la Direttiva Europea sui mutui ipotecari. Sale da 7 a 18 il numero di rate che se non pagate faranno scattare per la banca il pignoramento e la vendita immediata dell’immobile. E’ esclusa la retroattività.
In attesa del testo definitivo vediamo le principali novità.

In ogni caso ieri sera la maggioranza e il Governo hanno già messo mani ai punti più controversi e criticati per garantire la massima tutela dei consumatori piegati da un crisi economica strutturale che fatica a riprendersi.

Di seguito una sintesi dei punti principali del decreto sui mutui e cosa cambia con le modifiche in atto proposte dal Governo.

Decreto mutui ipotecari: le nuove regole

1 - Inadempienza sul mutuo dopo 18 rate non pagate, e non 7 non pagate
Superato tale limite la banca può vendere l’immobile ipotecato senza ricorrere alle procedure di pignoramento. In particolare la modifica all’articolo (n.120) del decreto legislativo prevede che, in caso il debitore sia inadempiente al pagamento di 18 rate di mutuo ipotecario, anche non consecutive, la banca può procedere con la vendita dell’immobile senza passare per l’autorità giudiziaria.

2 - Tempi di recupero dei crediti più veloci con il decreto mutui ipotecari
Questo significa che, dopo che siano saltate le 18 rate, la banca può mettere in vendita l’immobile e tenere dal ricavato della vendita (entro 6 mesi) quanto le sia dovuto, riconoscendo l’eventuale eccedenza al debitore. In caso il ricavato della vendita sia insufficiente il prestito per il debitore verrà comunque considerato estinto. Sarà comunque un perito tecnico, in veste di soggetto terzo, a garantire una valutazione il più possibile equa dell’immobile, più bassa rispetto a quelle di mercato ma superiore a quella prevista per le vendite giudiziarie in sede d’asta.

3 - Come si attiva la procedura con il decreto mutui ipotecari
La procedura si attiva solo su base volontaria e quindi su un accordo bilaterale tra banca e cliente. Alla stipula del contratto o anche successivamente quando il finanziamento è già in corso, i due soggetti possono convenire che, in caso di inadempimento, la restituzione o il trasferimento del bene oggetto della garanzia comporta l’estinzione del debito. Una volta accettata nel contratto questa normativa non si potrà derogarla. Si può comunque, alla stipula del contratto di mutuo, decidere di optare per il vecchio regime. Anche se su questo punto ci sono dei forti dubbi sulla reale parità contrattuale tra consumatore e banca al momento della richiesta di un finanziamento.

4 - La nuova norma non è retroattiva?
La norma non è retroattiva e non si applica ai contratti in essere, neanche nei casi di surroga. Vale quindi per i futuri mutui che saranno contratti a seguito dell’entrata in vigore della nuova legge che recepirà la direttiva europea.

Su questo punto è intervenuto Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, il quale ha dichiarato in varie interviste che

“con la nuova Direttiva non c’è rischio di avere la casa pignorata. E’ una cosa lasciata alla libera contrattazione tra famiglie e istituti bancari e non riguarda il passato e i crediti deteriorati”.

Peraltro - ha aggiunto Patuelli:

“esiste un fondo salva mutui per le moratorie presso il Tesoro”.

5 - Cosa cambia con il decreto mutui? Le differenze con la legge vigente
Oggi, in base al Testo Unico Bancario, per chi sottoscrive un mutuo e non rimborsa le rate (ricordiamo che esistono delle moratorie che sospendono i pagamenti fino a 18 mesi in caso di morte, malattia o perdita di lavoro) dalla settima rata in poi scatta la possibilità per le banche di ricorrere alle vie legali per pignorare e metterla in vendita.
I tempi giudiziari sono molto lunghi e raggiungono in media 7 anni. Con le nuove regole che consentono di bypassare il giudice e ricorrere all’arbitro i tempi si accorciano notevolmente. La Direttiva Ue mira dunque a dare tempi certi ai pagamenti. Anche se in questa fase molte banche non sono interessate a farsi carico di immobili dal valore deprezzato e ci pensano bene prima di considerare sofferenze i mutui in ritardo. Oltretutto, le nuove regole rischiano di mettere in crisi un mercato, quello dei mutui, che non senza fatica si sta rivitalizzando minando ancora di più la credibilità degli istituti bancari.

6- Le correzioni in corso del Governo
Le modifiche presentate oggi alla Camera saranno approvate anche in Senato. Rimane dubbioso il M5s che definisce queste ultime modifiche solo dei palliativi. Non è convinto neanche il Codacons, che ha lanciato l’allarme poiché ritiene che tale norma peggiorerà la situazione abitativa di migliaia di cittadini dei comuni italiani che rischiano di perdere l’alloggio.

Per far fronte a quest’emergenza è stato chiesto infatti un incontro con Piero Fassino, Presidente dell’Associazione dei Comuni Italiani per affrontare il problema delle conseguenze per i comuni al recepimento della Direttiva.

Rimane ancora aperta la questione sulle condizioni di stipula del contratto: ci saranno delle modifiche che dovranno garantire parità di potere contrattuale tra le banche e le famiglie, dovendosi sottoporre queste ultime in molti casi all’accettazione di polizze, o addirittura all’acquisto di azioni che in condizioni normali non avrebbero mai preso.

Il decreto sui mutui, in questi giorni in discussione presso la Commissione Finanze, è oggetto di scontri e dibattiti sul piano politico, tecnico e costituzionale, tra i vari schieramenti in Parlamento, tanto da aver determinato ieri mattina le proteste in aula del M5S che ha bloccato l’attività parlamentare e rimandato la votazione all’inizio della settimana prossima.

“#LaCasaNonSiTocca” è l’hashtag lanciata dal M5S che racchiude la sua posizione condivisa anche dalle associazioni dei consumatori e da una parte del Pd contro il decreto di conversione della direttiva europea sui mutui ipotecari (2014/17).

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Italia

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