Crisi Diamanti: crollo delle vendite di De Beers

Un quadro particolarmente preoccupante quello che emerge dall’ultima asta condotta dal numero 1 mondiale dell’estrazione di preziosi.

Crisi Diamanti: crollo delle vendite di De Beers

Crollo per le vendite di diamanti. Il gruppo De Beers ha annunciato che l’ultima asta di preziosi ha fatto registrare un andamento decisamente deludente.

La notizia non rappresenta un fulmine a ciel sereno: recentemente il gruppo russo Alrosa ha annunciato un calo delle vendite di diamanti del 51% e le azioni del gruppo Signet Jewelers, il primo retail a livello mondiale di gioielli con diamanti, nel 2019 hanno fatto segnare un rosso di oltre 60 punti percentuali.

Crisi Diamanti: tonfo delle vendite nell’ultima asta

Nel corso dell’ultima asta condotta in Botswana, il colosso mondiale dei diamanti ha registrato un calo delle vendite del 44%. Nel corso del suo settimo ciclo dell’anno, la società con proprietà anglo-americana venduto 280 milioni di dollari di diamanti grezzi, contro i 503 milioni dell’anno precedente.

Da inizio anno, le vendite di diamanti da parte della società si sono attestate a 2,9 miliardi di dollari, -26% rispetto ai 3,9 miliardi del pari periodo 2018. In termini assoluti, l’anno si dovrebbe chiudere con vendite a 31 milioni di carati, contro i 35,3 milioni del 2018.

Crisi Diamanti: le cause del crollo

Le indicazioni arrivate dall’ultima asta di De Beers rappresentano solo l’ultimo dei segnali negativi per il settore, stretto nella morsa di un calo dei prezzi al dettaglio e della concorrenza in arrivo dai diamanti artificiali.

Una volta solo copie dozzinali, le pietre prodotte in laboratorio hanno via via ridotto la distanza dalle gemme naturali, tanto da spingere la stessa De Beers ad entrare in questo mercato.

A spingere verso la versione sintetica c’è anche una questione etica. Negli anni si è diffusa la convinzione che il mercato dei diamanti sia tutto fuorché etico e quindi scegliere la versione in laboratorio per molti consumatori rappresenta la scelta più logica.

Un altro fattore che penalizza il settore è rappresentato dall’eccesso di produzione. “L’attuale malessere del mercato è dovuto alla sovrapproduzione”, ha detto l’analista newyorkese Paul Zimnisky, secondo cui le scorte detenute dagli acquirenti sono troppo elevate.

Iscriviti alla newsletter Economia e Finanza per ricevere le news su De Beers

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.