Chi era Gianni De Michelis: esponente del Psi di Craxi, simbolo della Prima Repubblica

Il meglio e il peggio della Prima Repubblica: questo era Gianni De Michelis, veneziano, sostenitore di Craxi dalla prima all’ultima ora

Chi era Gianni De Michelis: esponente del Psi di Craxi, simbolo della Prima Repubblica

È morto nella notte fra venerdì 10 e sabato 11 maggio Gianni De Michelis all’età di 78 anni. Ex esponente di spicco nel Partito socialista di Craxi, fu a lungo vicesegretario e capogruppo alla Camera dello stesso partito. Fu deputato socialista dal 1976 al 1993, ministro per Craxi e Andreotti, simbolo - nel bene e nel male - della Prima Repubblica. Una volta conclusasi, cercò di avvicinarsi a Forza Italia come segretario del Nuovo Psi dal 2001 al 2007, con un incarico elettivo in Parlamento europeo fino al 2009. Lo stesso anno divenne consulente di Renato Brunetta, l’allora ministro della Pubblica Amministrazione dell’ultimo governo Berlusconi.

Scomparso Gianni De Michelis a 78 anni

Gianni De Michelis era ricoverato da qualche giorno all’ospedale di Venezia per una malattia che durava ormai da molto tempo. “È stato un grande uomo di governo e un compagno leale di mio padre”, scrive la senatrice di Forza Italia Stefania Craxi, “a cui non fece mai mancare la sua vicinanza negli anni dell’esilio tunisino”.

Maurizio Sacconi, ex ministro del Lavoro con Berlusconi, ricorda invece “l’amico caro e il maestro vero” che ha insegnato “a coniugare sempre nella dimensione pubblica l’azione immediata con la visione di lungo periodo”.

Chi era Gianni De Michelis

Veneziano, Gianni De Michelis nacque e crebbe in una famiglia metodista, e dopo varie simpatie adolescenziali con monarchici e missini, si avvicinò al Psi da studente universitario nel 1960. Ottenne una laurea in Ingegneria Chimica nel 1963, subito dopo la quale iniziò la carriera accademica come assistente e, dal 1980, come professore associato. Tornò ad insegnare dal 1994 al 1999, dopo un lungo periodo in aspettativa a causa degli impegni politici e istituzionali.

Fu lui, insieme a Riccardo Lombardi e altri, ad appoggiare nel 1976 l’elezione alla segreteria di Bettino Craxi, del quale rimase sempre un fedele sostenitore. Il suo ruolo di governo di maggior prestigio fu quello di Ministro degli Esteri, che ricoprì in concomitanza di importanti avvenimenti internazionali come il crollo del muro di Berlino, la prima guerra del Golfo, la dissoluzione dell’URSS e la guerra in Jugoslavia. Sua è la firma italiana sul Trattato di Maastricht.

Negli Anni ‘80, fra un incarico di governo e l’altro, De Michelis divenne noto per la sua passione per le discoteche: lo si poteva vedere scatenato sulla pista da ballo nonostante la mole imponente, e immancabilmente circondato da belle ragazze. Enzo Biagi, lapidario, lo definì “un avanzo di balera”. Anche De Michelis, insieme al resto della classe dirigente socialista, venne coinvolto dallo scandalo Tangentopoli. Venne sottoposto a 35 procedimenti giudiziari, ma fu condannato in via definitiva solo due volte, per un totale di pena detentiva di 2 anni (che fu sospesa con condizionale).

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Italia Bettino Craxi

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