Dichiarazione dei redditi: è nulla la cartella esattoriale se non c’è l’avviso bonario

Federico Migliorini

5 Marzo 2015 - 18:31

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E’ illegittima la notifica della cartella di pagamento a seguito di controllo formale in assenza del preventivo avviso bonario.

Dichiarazione dei redditi: è nulla la cartella esattoriale se non c’è l’avviso bonario

È nulla la cartella esattoriale notificata a seguito di controllo formale della dichiarazione dei redditi, se prima non è stato comunicato al contribuente l’esito del controllo mediante l’avviso bonario.

E` quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15312 del 2014.

I Giudici hanno stabilito già da tempo che la notifica della cartella di esattoriale a seguito di controllo automatico è legittima anche se non è stato preventivamente emesso l’avviso bonario, sempre che la pretesa derivi da una divergenza tra le somme dichiarate e quelle effettivamente versate.

La comunicazione preventiva all’iscrizione a ruolo prevista dal predetto art. 36-bis del DPR n. 600/73 e dall’art. 54-bis del DPR n. 633/72 è necessaria soltanto quando vengano rilevati errori nella dichiarazione, mentre in caso di riscontrata regolarità dichiarativa non vi è alcun obbligo di preventiva informazione nel caso in cui il contribuente abbia poi omesso di versare gli importi dichiarati.

La normativa
Per quanto concerne l’art. 6, comma 5, dello Statuto del Contribuente (L. n. 212/00) - per cui, a pena di nullità, prima di procedere alle iscrizioni a ruolo derivanti dalla liquidazione di tributi risultanti da dichiarazioni, qualora sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione, l’Amministrazione finanziaria deve invitare il contribuente, a fornire i chiarimenti necessari o a produrre i documenti mancanti entro un termine congruo e comunque non inferiore a trenta giorni dalla ricezione della richiesta - la Cassazione ha stabilito più volte che la disposizione statutaria condiziona l’obbligo di preventiva comunicazione alla sussistenza di incertezze di rilievo, che non sono certamente sussistenti quando l’esito del controllo evidenzi soltanto una differenza tra il dichiarato ed il versato.

Quanto sopra stabilito in tema di controllo automatizzato, tuttavia, non può valere per il controllo formale ex art. 36-ter del D.P.R. n. 600/1973, atteso il differente dato normativo di partenza. Come noto, tale articolo disciplina un controllo non meramente cartolare della dichiarazione, come quello automatico di cui sopra, ma una tipologia di attività ispettiva in larga misura effettuata da funzionari e soprattutto con un grado di approfondimento certamente piu` elevato, anche con valutazioni di merito inerenti non solo ai dati dichiarati, ma a quelli provenienti da altre fonti informative.

La sentenza
Diversamente da quanto statuito in relazione al controllo automatico, fatte salve le ipotesi di incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione, per il controllo formale i Giudici hanno stabilito, con la sentenza in commento, che è sempre necessaria, alla luce del diverso dato normativo, la comunicazione al contribuente dell’esito del controllo, prima della notifica della cartella di pagamento.

Ciò in quanto il legislatore ha previsto uno specifico iter del controllo formale per consentire al contribuente di conoscerne l’esito prima dell’iscrizione a ruolo, rendendo così effettivo il contraddittorio, che, stante la maggiore incisività del controllo formale rispetto a quello automatico, si rende necessario, dando concreta attuazione, peraltro, a quei principi di buona fede e collaborazione tra Fisco e contribuenti, che sono diretta espressione dei più alti principi costituzionali.

Secondo la Cassazione, pertanto, la notifica della cartella esattoriale a seguito di controllo formale, senza la preventiva comunicazione d’irregolarità, è illegittima e provoca la nullità della cartella stessa, sebbene non vi sia alcuna disposizione che la preveda espressamente.

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