Analisi materie prime: Brent testa quota 80 dollari, nel mirino 90 dollari?

Se da un punto di vista di domanda-offerta sembra che i prezzi attuali siano troppo alti, l’analisi tecnica non è in grado di rilevare elementi sufficienti per poter ipotizzare un cambio di trend

Analisi materie prime: Brent testa quota 80 dollari, nel mirino 90 dollari?

Prosegue l’intenso rialzo del prezzo del petrolio con il future che oggi ha raggiunto un nuovo massimo oltre 80 dollari al barile, un livello importantissimo anche sotto l’aspetto psicologico del mercato.

Graficamente si può vedere come l’accelerazione decisiva delle quotazioni sia avvenuta a metà aprile, precisamente il 10 aprile, quando i prezzi hanno rotto la resistenza posta a 70 dollari. Questo movimento peraltro conferma il macro-trend rialzista partito dai minimi del gennaio 2016 e la tendenza intermedia degli ultimi 6 mesi, sempre rialzista.

Ora che il barile di greggio viaggia su questi livelli e con questa forza viene naturale domandarsi dove possa arrivare. Se da un punto di vista macro e microeconomico sembra infatti che le attuali quotazioni possano, a lungo andare, frenare la crescita economica globale (per approfondire il tema clicca qui), l’analisi tecnica non è in grado ancora di rilevare gli elementi sufficienti per poter ipotizzare che il mercato sia vicino ad un punto di inversione del trend di lungo.

Da un punto di vista tecnico infatti sembra che il barile possa raggiungere il successivo livello psicologico a 90 dollari. Questo prezzo è tecnicamente importante non solo perché segna una cifra tonda ma anche perché corrisponde al 61,8% del ritracciamento di Fibonacci rispetto al movimento fatto partire dai massimi dell’8 febbraio 2013 ai minimi toccati il 20 gennaio 2016.

Strategie operative sul Brent: al momento prediligere operazioni long

Chi volesse comprare i contratti con sottostante il greggio del Mare del Nord, potrebbe attendere un ritracciamento dei prezzi in area 78 dollari. Al momento infatti il treno è partito e il grosso del movimento è con ragionevole possibilità già fatto. Gli obiettivi intermedi di un movimento in tal senso possono essere rinvenuti a 81,6 e a 83 dollari, con quota 90 che potrebbe rappresentare un possibile target per un’operatività impostata al medio-lungo periodo. Il punto di uscita di una strategia rialzista lo si potrebbe collocare a 72,38 dollari, livello che se rotto segnalerebbe la volontà del mercato di tornare a testare la ex resistenza statica a quota 70 dollari.

Come detto nell’analisi, avvisaglie di un imminente ribasso dei corsi non ce ne sono; il trend è rialzista e se si volesse operare in modalità short lo si dovrebbe fare solo per operazioni speculative orientate al breve se non al brevissimo termine che avrebbero comunque uno stop loss molto stretto.

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