Alghero non è Bruxelles

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Alghero non è Bruxelles

Il Sindaco di Alghero Mario Bruno chiede che la sede della Generalitat della Catalogna non venga chiusa.

A Rajoy e a Gentiloni con lettera inviata a Madrid e a Roma, il Sindaco di Alghero, Mario Bruno, chiede di non chiudere la sede della Generalitat della Catalogna.

Alghero non è Bruxelles ma il Comune ha messo a disposizione i locali del piano terra del Palazzo Civico di via Columbano con un contratto di concessione in comodato d’uso gratuito. Il Sindaco mette in evidenza l’alta considerazione che la città di Alghero ha sempre avuto nei rapporti culturali e linguistici col governo della Generalitat di Catalogna.

Quindi, al pari di Bruxelles occorre continuare le relazioni culturali ed economiche con la Catalogna e la sede deve continuare ad essere aperta e funzionale ,almeno in questa fase, l’ufficio più importante, quello di di corrispondenza tra la Generalitat della Catalogna e Alghero.

Ecco alcune parti della Lettera del Sindaco di Alghero:

Le relazioni storiche tra la Città di Alghero e la Catalogna vanno al di la di quelli che sono i comuni rapporti internazionali che, in tempi moderni, il governo catalano ha instaurato con diversi stati europei ed extra-europei. Alghero è l’unica città d’Italia con radici Catalane e sente vivo il vincolo culturale, storico e linguistico con i paesi catalani e alla base vi sono anche rinnovati rapporti commerciali e turistici.

E’ chiaro che la chiusura dell’ufficio di corrispondenza di Alghero mette a rischio i rapporti economici e sociali tra i due territori vanificando il grande lavoro compiuto e lo sforzo realizzato per consolidare i profondi legami esistenti tra le associazioni e le imprese Italiane, Sarde e Catalane che operano con ricadute positive nei due Paesi. La scelta unilaterale del governo spagnolo è un atto di forza che non può passare inosservato.

La sede istituzionale di Alghero aveva visto la luce nel 2009, al termine di un percorso di rafforzamento della cultura e della lingua con l’obbiettivo di instaurare più proficui rapporti economici e turistici tra i paesi catalani con Alghero. Ci sono state iniziative che hanno consolidato rapporti culturali. La Catalogna aveva sette delegazioni di rappresentanza all’estero: Germania, Francia e Svizzera, Regno Unito e Irlanda, Austria, Roma e Alghero nonché Unione europea e Stati Uniti.

Il sindaco Mario Bruno ha inviato la sua Lettera anche al Presidente della Regione Sardegna, l’on. Francesco Pigliaru. Non si spiega perché sono state chiuse tutte le sedi di rappresentanza del governo catalano nel mondo fatta eccezione per quella di Bruxelles.

Possibile che dopo che il 27 ottobre il Senato spagnolo ha autorizzato il governo di Rajoy ad attivare le misure dell’articolo 155 e la Catalogna deve essere penalizzata in questo modo quando le elezioni del 21 dicembre ci sarà una nuova Generalitat e un nuovo parlamento catalano?

Non si spiega perché è stata disposta la rimozione del direttore della delegazione a Bruxelles, Amadeu Altafaj, come quello a Madrid, Ferran Mascarell e quello in Italia, Luca Bellizzi, alle cui dipendenze lavorava l’ufficio de l’Alguer col suo rappresentante Joan Adell.

Chiudere tutte le sedi di rappresentanza del governo catalano nel mondo significa anche penalizzare e non poco la Spagna.
Gli spagnoli cosa dicono? Tutto Ok.

Si spera che il nostro Presidente del consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, ci dica perché a pagare per le politiche di Rajoy debba essere l’Italia con la sede di rappresentanza della Catalogna di Alghero?

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