Affitto camere, è boom di offerte. Tra durata, disdette e rinnovi, ecco 4 tipi di contratto da stipulare

Affitto camere: complice la crisi economica, è boom di offerte. I prezzi, di conseguenza, stanno scendendo in molte città italiane: ma chi riesce a evitare la trappola della locazione in nero, a quali contratti può aspirare? Ce ne sono fondamentalmente di 4 tipi, diversi per durata, modalità di disdetta e possibilità di rinnovo.

Affitto camere, un fenomeno in crescita che sta portando a un impressionante aumento delle offerte a disposizione. Di conseguenza, la locazione delle singole stanze è sempre più economica, anche nelle grandi città (con la solita eccezione di Milano). Fin qui i lati positivi della faccenda; c’è da dire, però, che questo tipo di transazione immobiliare è chiaramente figlia della crisi economica. Da una parte, infatti, sempre più persone con a disposizione anche solo una porzione di casa libera decidono di affittarla per far quadrare i conti; dall’altra, le condizioni di lavoro precarie e sottopagate – tra i giovani e non solo – costringono a questo tipo di scelta al ribasso.

In media una stanza in Italia costa 312 euro al mese; prezzi in calo in molte città

Secondo un rapporto stilato da Idealista, affittare una stanza in Italia costa circa 312 euro al mese, in calo del 2,9 per cento rispetto all’anno scorso. A fare la differenza, ovviamente, sono le diverse città: se a Milano, la più cara del Belpaese da questo punto di vista, ci vogliono 406 euro per una camera, a Palermo ne bastano appena 186. Il capoluogo meneghino sembra inoltre resistere all’erosione dei prezzi registrata altrove: calano di oltre il 7 per cento a Torino, di quasi il 6 per cento a Padova e del 5,6 per cento a Napoli.

Quale tipo di contratto? Libero, a canone concordato, transitorio e per studenti fuori sede

In ogni caso, per la locazione di una camera non esiste una forma contrattuale predefinita: proprietario e inquilino possono scegliere tra 4 diverse alternative.

  • 1. Il contratto libero, nel quale ogni aspetto – canone in primis – è affidato all’accordo tra le parti. Dura minimo 4 anni, automaticamente rinnovabili per altri 4, a meno che il locatore non si avvalga della possibilità di disdetta o per recesso da parte del conduttore.
  • 2. Il contratto a canone concordato prevede il pagamento di un affitto stabilito entro i parametri fissati dalle associazioni di categoria. La durata è di tre anni, più altri due di rinnovo.
  • 3. Il contratto transitorio dura da uno fino a 18 mesi senza rinnovo automatico. Tuttavia, la transitorietà deve essere dichiarata e documentata. Nello specifico, se è un’esigenza del conduttore deve essere certificata attraverso documenti da allegare; se, invece, è il locatore ad averne bisogno, può essere indicata anche solo con una clausola. In assenza di questi accorgimenti, si applica la classica durata 4+4.
  • 4. Il contratto transitorio per fuori sede può essere stipulato nei Comuni dove ci sono università (o comunque limitrofi ad esse) ed è destinato agli iscritti a un corso di laurea, purchè residenti in un Comune diverso. La durata va dai 6 fino ai 36 mesi, rinnovabili in assenza di una disdetta con almeno 3 mesi di anticipo. Lo studente, tuttavia, può sempre recedere in caso di gravi motivi.

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