Sondaggio Regno Unito: Brexit Sì o No?

Un sondaggio per chiedere il parere ai lettori di Money.it se è giusto che il Regno Unito, alla vigilia delle delicate elezioni anticipate, continui a insistere sulla Brexit dopo le tante difficoltà incontrate in questi anni.

Sondaggio Regno Unito: Brexit Sì o No?

Sondaggio Regno Unito: Brexit Sì o No? Alla vigilia del voto di giovedì 12 dicembre quando si terranno le attese elezioni anticipate, i sudditi di Sua Maestà sembrerebbero essere nuovamente davanti a un autentico bivio così come avvenuto nel giugno 2016 in occasione del famoso referendum.

Sondaggio: è giusto che il Regno Unito insista sulla Brexit?

Per votare occorre cliccare sull’immagine che precede la risposta

In queste elezioni nel Regno Unito non si andrà soltanto a decretare chi saranno i prossimi 650 membri della Camera dei Comuni, ma si decreterà anche quello che sarà il probabile destino della Brexit.

Leggi anche la nostra Guida alle elezioni Regno Unito 2019

Se dalle urne dovesse uscire netto vincitore Boris Johnson, primo ministro uscente e grande favorito per i sondaggi, i Conservatori allora avrebbero la forza per far approvare l’accordo per il leave negoziato con l’Europa dall’ex sindaco di Londra.

Nel caso invece che i Tory non dovessero ottenere una maggioranza, l’opposizione formata da Laburisti, Liberali e Partito Nazionale Scozzese è pronta a chiedere un nuovo rinvio della Brexit per fare un secondo referendum.

Con questo sondaggio, che ricordiamo non ha alcun valore scientifico ma soltanto fortemente indicativo visto che non è realizzato a campione, Money.it vuole chiedere ai propri lettori se viste le tante difficoltà incontrate finora è ancora sensato che il Regno Unito insisti con il voler fare a tutti i costi la Brexit.

Elezioni Regno Unito: sondaggio sulla Brexit

Si scrive elezioni Regno Unito ma si legge Brexit, visto che il tema della fuoriuscita di Londra dall’Unione Europea sarà il grande convitato di pietra di questo voto che si svolgerà giovedì 12 dicembre.

Al momento il leave è stato rimandato per l’ennesima volta al 31 gennaio 2020: se entro quella data la Camera dei Comuni non approverà un accordo negoziato con l’Unione Europea, per il Regno Unito ci sarà un no deal ovvero una uscita senza un accordo.

Una ipotesi questa che non spaventa i sostenitori della Brexit a ogni costo, che oltre a Nigel Farage padre del referendum contano tra le loro fila anche Boris Johnson, ma che invece viene vista come una autentica catastrofe dagli economisti e dai partiti di opposizione.

Johnson durante la sua breve permanenza a Downing Street aveva trovato un accordo con Bruxelles, che però è stato bocciato dalla Camera dei Comuni visto il voto contrario degli unionisti nordirlandesi più che insoddisfatti da come era stata trattata la questione dei controlli doganali.

Dalle ultime elezioni del 2017 però i Tory erano usciti vincitori ma con una esile maggioranza, aggrappata proprio ai voti dei nordirlandesi. Con questo nuovo voto Boris Johnson vuole di conseguenza ottenere una ampia maggioranza a Westminster che gli consenta di approvare il suo accordo senza il rischio di incorrere in brutte sorprese.

Al contrario i Laburisti, insieme ai Liberali e al Partito Nazionale Scozzese, puntano a formare un blocco capace nella prossima legislatura di ottenere un nuovo rinvio della Brexit per fare un secondo referendum, dove questa volta stando ai sondaggi dovrebbe vincere il remain.

In base a quello che sarà l’esito delle elezioni si capirà anche quale potrà essere il destino della Brexit, con il Regno Unito che dal 23 giugno 2016 vive in una sorta di limbo aspettando di capire se dirà addio all’Unione Europea e soprattutto a quali condizioni.

Iscriviti alla newsletter

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories