Concessionarie quotate: per Sias e Astm rischio politico concreto

Secondo Equita SIM per le altre concessionarie autostradali quotate a Piazza Affari ora si presenta un serio rischio politico, che potrebbe costare molto

Concessionarie quotate: per Sias e Astm rischio politico concreto

Secondo Equita SIM esiste un concreto rischio politico per le altre società autostradali quotate a Piazza Affari. Per gli esperti il pericolo potrebbe pesare per diversi milioni di euro sui bilanci di Sias e Astm.

Malgrado non prendano quasi in considerazione l’ipotesi revoca della concessione, gli analisti di Equita SIM credono che la richiesta di maggiori investimenti in manutenzioni “non remunerati attraverso gli aumenti tariffari” possa rappresentare il pericolo più alto in questo momento. Al momento a Piazza Affari le azioni Sias perdono circa l’8% a quota 12,11 euro, quelle Astm registrano un ribasso del 7,8% a quota 18,44 euro.

Equita: rischio politico per Sias e Astm

Oltre l’evidente contraccolpo in Borsa, secondo la SIM il crollo di Ponte Morandi a Genova porterà nei prossimi mesi a un peggioramento del rischio politico per il settore autostradale nel suo complesso.

Rischio peraltro già emerso fin dalle prime ore dopo il crollo, quando alcuni dei più importanti esponenti del Governo hanno rilasciato dichiarazioni molto negative verso Autostrade per l’Italia, invocando le dimissioni dei vertici dalla concessionaria e ventilando la possibilità di revocare la concessione ad ASPI (Autostrade per l’Italia, ndr).

Su Sias il rating di Equita è hold con un target price a 17 euro, con gli esperti che considerano un aumento dei lavori di manutenzione annui del 20% non riconosciuti in tariffa, ovvero un 3% della valutazione complessiva. Su Astm il rating di Equita è buy, con un target price a 27 euro.

Equita SIM prende in scarsa considerazione una mancata messa a gara a fine concessione, evidenziando come, al momento, sia proprio la notevole crescita dei costi di manutenzione a rappresentare il pericolo più grande.

Intanto Atlantia, dopo un -50% in pre-apertura a Piazza Affari, registra un ribasso del 17,3% a quota 19,45 euro. Mentre sulla revoca della concessione, la replica della società si è concentrata prevalentemente sulle modalità del governo, giudicate incomplete e frettolose, molto penalizzanti per tutti gli azionisti:

“Atlantia S.p.A deve osservare che tale annuncio è stato effettuato in carenza di qualsiasi previa contestazione specifica alla concessionaria ed in assenza di accertamenti circa le effettive cause dell’accaduto. Le modalità di tale annuncio possono determinare riflessi per gli azionisti e gli obbligazionisti”.

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