Made in Italy: Parmigiano Reggiano porta Kraft in tribunale

Il Consorzio del Parmigiano Reggiano porta Kraft in tribunale. Il motivo: l’azienda americana vuole registrare il Kraft Parmesan cheese come marchio ufficiale in Nuova Zelanda.

Made in Italy: Parmigiano Reggiano porta Kraft in tribunale

Il Consorzio del Parmigiano Reggiano si scaglia contro la multinazionale Kraft Foods Group Brands LLC e si affida alle vie legali. Il motivo: ricorrere contro la volontà da parte dell’azienda americana di registrare il Kraft Parmesan cheese come marchio ufficiale in Nuova Zelanda.

Ad annunciare il ricorso contro l’azienda facente parte della Kraft Heinz Company è il Presidente del Consorzio Nicola Bertinelli che ricorda che il marchio del Parmigiano Reggiano è registrato da oltre 20 anni in Nuova Zelanda.

E proprio con questa azione di ricorso contro la registrazione del falso Parmigiano prodotto dall’azienda americana il Consorzio “punta a tutelare l’interesse dei produttori italiani e i consumatori neozelandesi”.

Ovviamente però, come sottolineato dallo stesso Presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano non è facile confrontarsi con multinazionali da oltre 20 miliardi di euro, ma “il Consorzio è e sarà sempre dalla parte di Davide nella lotta con i giganti”.

Il giro d’affari del falso Parmigiano

Il ricorso presentato dal Consorzio del Parmigiano Reggiano contro il Kraft Parmesan cheese è solo la punta finale del problema della produzione e distribuzione del falso Made in Italy più volte sottolineato da Coldiretti.

Accentuato dai dazi imposti dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dall’embargo imposto per anni dalla Russia, il falso Made in Italy secondo le ultime ricerche effettuate proprio da Coldiretti e da Filiera Italia avrebbe raggiunto un giro d’affari di oltre 100 miliardi di euro.

E come rivela Bertinelli “il Consorzio del Parmigiano Reggiano stima che il giro d’affari del falso Parmesan fuori dall’Unione Europea sia di 2 miliardi di euro, circa 200 mila tonnellate di prodotto, ossia 15 volte il volume del Parmigiano Reggiano esportato. Solo nel 2018 sono state svolte più di 850 ispezioni presso punti vendita distribuiti in 61 città di 27 paesi”.

Infine, oltre ad aver sviscerato il giro d’affari del falso Parmigiano Reggiano, Bertinelli ha sottolineato che “il Consorzio sta lavorando per ottenere all’estero lo stesso riconoscimento e le stesse tutele che il sistema delle Dop garantisce all’interno dell’Unione Europea”.

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