Nigeria: anche Saipem nel progetto per la liquefazione del gas da 12 miliardi

Il Paese africano intende espandere la sua capacità produttiva di Gnl e avvia un progetto da 12 miliardi, che coinvolge anche la quotata italiana.

Nigeria: anche Saipem nel progetto per la liquefazione del gas da 12 miliardi

Dopo un’apertura decisamente al ribasso, il titolo Saipem sta lentamente risalendo portandosi al momento della scrittura a 4,18 euro con un rialzo dello 0,63%.

Probabilmente a spingere le azioni del contractor italiano, anche la notizia del nuovo contratto siglato con Nigeria Lng per la progettazione di un settimo impianto sulle coste del Paese africano dedicato alla produzione di gas naturale liquefatto.

A scrivere della nuova opportunità nel Pese africano è Bloomberg, che precisa che la decisione finale sull’investimento sarebbe attesa per la fine del 2018.

Il contratto

Nigeria Lng riunisce la compagnia petrolifera statale, Nigerian National Petroleum Corp, e tre grandi compagnie petrolifere a livello globale, Royal Dutch Shell Plc, Total Sa ed Eni.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg, il gruppo avrebbe siglato un contratto di engineering & design per il progetto Train 7 con un consorzio di cui fa parte anche Saipem, insieme a TechnipFMC Plc e Chiyoda Corp.

In particolare, i lavori prevedono la progettazione e realizzazione di una importante sede di trasformazione del gas naturale in liquefatto lungo la costa atlantica del Paese, la settima del genere in Nigeria.

Il programma di espansione della propria capacità di trasformazione del combustibile intende rispondere alla crescente domanda che arriva da Cina e Medio Oriente.

Per questo, attraverso questo progetto, la produzione passerebbe dalle attuali 22 milioni di tonnellate ai 30 milioni entro il 2024.

Il lavoro, secondo quanto reso noto da Guido D’Aloisio, amministratore delegato di Saipem Contracting Nigeria Ltd., nel corso di un evento a Londra, durerà circa 8 mesi.

Un progetto da 12 miliardi di dollari

L’investimento richiesto da Train 7 è piuttosto oneroso e sarà fondamentale poter contare sulle risorse necessarie per la sua realizzazione. Basti pensare che la costruzione del progetto prevede l’impiego di circa 6,5 miliardi di dollari e una cifra poco inferiore, 5 miliardi, per la realizzazione di pozzi e oleodotti necessari a fornire l’impianto.

Ma Nigeria Lng è decisa a proseguire su questa strada come confermano le recenti parole del ceo,Tony Attah, che a Londra ha dichiarato:

“La nostra visione è di essere un attore globale che aiuti a costruire una Nigeria migliore. Non vediamo l’ora di crescere. Quando parlo di crescita, sto parlando di Train 7. Abbiamo il supporto di cui abbiamo bisogno, abbiamo il sostegno degli azionisti, del governo, del consiglio di amministrazione”.

La società si è, dunque, messa alla ricerca di soldi e, in particolare, conta di recuperare 7 miliardi dai mercati finanziari globali.

La rivoluzione del gas

La Nigeria vuole, dunque, rafforzare la sua presenza tra i fornitori globali di Gnl, un mercato, che secondo l’Agenzia internazionale dell’energia di Parigi, entro il 2023 sarà dominato da Qatar, Australia e Stati Uniti che insieme rappresentano probabilmente il 60% della fornitura globale di questo combustibile.

Di rivoluzione del gas ha parlato apertamente anche il presidente nigeriano Muhammadu Buhari, anche se finora il Paese si è mosso con lentezza: dei 12 treni contenuti nel piano annunciato negli anni ’80, ne sono stati commissionati solo 6.

Bisogna accelerare, dunque, per evitare che la Nigeria scivoli dal quarto al quinto punto nell’elenco dei 19 fornitori mondiali di Gnl, un prodotto la cui domanda sarebbe destinata a salire del 72% entro il 2030.

Insomma, Train 7 rappresenta una grande opportunità per le mire espansionistiche della Nigeria e - annotano gli analisti - potrebbe essere un’ottima occasione dal punto di vista finanziario per Saipem.

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Argomenti:

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