Gdpr: ecco quanto costa alle piccole imprese

Secondo un’analisi di Confartigianato, l’adeguamento delle piccole imprese al nuovo regolamento europeo sul trattamento dei dati personale avrà un impatto economico di oltre 3 miliardi di euro.

Gdpr: ecco quanto costa alle piccole imprese

Il 25 maggio è passato ormai da un pezzo, ma come previsto, molte aziende italiane non sono ancora in regola con l’adeguamento al nuovo regolamento europeo sul trattamento dei dati personali.

Il cosiddetto Gdpr è considerato una conquista per la tutela della privacy, soprattutto per gli utenti su Internet, ma anche un fardello per le imprese, in termini sia di lavoro che di costi.

L’impatto economico che la nuova normativa avrà solo sulle casse delle piccole imprese artigiane italiane, ad esempio, secondo un’analisi di Confartigianato supera i 3 miliardi.

Maggiore semplificazione è ciò che chiede l’associazione, che non solo ha presentato il conto, ma ha anche avanzato richieste al Parlamento, in occasione dell’audizione davanti alle Commissioni Speicali di Camera e Senato, alle prese con lo schema di decreto legislativo per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento Ue sulla privacy.

I costi per le imprese

Nonostante il Gdpr sia entrato in vigore dallo scorso 25 maggio, l’Italia non ha ancora varato il provvedimento necessario per adeguare la normativa nazionale alle nuove disposizioni europee in materia di privacy.

Anche le aziende del Belpaese non sono tutte in regole e, visti anche i costi che dovranno sostenere per farlo, le associazioni di categoria chiedono maggiore semplificazione per alleggerire il lavoro soprattutto delle piccole realtà imprenditoriali, riducendone eventualmente le spese.

Secondo Confartigianato, che ha istituito un gruppo di lavoro proprio per monitorare l’impatto del Gdpr sul mondo imprenditoriale, la prima fase di adeguamento alle nuove regole, costerà alle piccole imprese artigiane italiane 3,1 miliardi di euro.

Parola d’ordine: semplificazione

Le nuove disposizioni sulla privacy, sostiene Confartigianato, sono “numerose e complesse”. Per questo chiede che il decreto al vaglio del Parlamento

“preveda chiaramente strumenti e modalità semplificati per le micro e piccole imprese per non gravarle di oneri e adempimenti inutili e sproporzionati rispetto alle reali esigenze di tutela dei dati personali”.

In particolare, pensando soprattutto ai piccoli imprenditori, l’associazione di categoria ritiene che sia necessario anche sospendere per 6 mesi le pesanti sanzioni previste per chi non si mette in regola, fornendo un sostegno e delle linee guida per accompagnarli verso la regolarizzazione.

Ma quali sono le aziende più esposte? Secondo Confartigianato, sui 4,2 milioni di artigiani e piccole imprese in Italia, l’impatto del Gdpr sarà più forte sul il 35,4% di piccole imprese con dipendenti, a cui si aggiunge anche il 6,4% di quelle senza dipendenti che operano nei settori dell’Ict, salute e benessere.

Proroga di un anno

Sul tema è intervenuta anche la Cna che ha avanzato la richiesta di prorogare di 12 mesi l’entrata in vigore delle eventuali sanzioni per la nuova disciplina della privacy.

Secondo l’associazione, bisognerà prevedere una modalità di applicazione delle suddette sanzioni che dovrebbe ispirarsi ai principi dello Small business act, quindi proporzionate alle dimensione dell’impresa in questione.

La Cna, inoltre, chiede di valutare se siano necessari anche per le piccole imprese la nomina del responsabile della protezione dati e il registro per le operazioni relative al trattamento dei dati personali.

L’associazione si appella infine al Garante della privacy, chiedendo di indicare

“i criteri che dispensano dalla valutazione d’impatto sulla protezione dei dati e adotti linee guida che tengano conto delle diverse tipologie di trattamento svolte e dei relativi costi di attuazione, proporzionando il peso degli oneri amministrativi all’entità delle attività poste in essere dalle imprese titolari del trattamento dei dati”.

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Italia Privacy

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