Smart working, tra problemi e soluzioni: intervista a Danilo Costa, CEO di Coderblock

19 ottobre 2020 - 16:12 |

Quali sono i problemi da risolvere per rendere lo smart working una modalità standard di lavoro? Quali strategie si possono attuare per non avere difficoltà di concentrazione? Ne abbiamo parlato con Danilo Costa CEO & Founder di Coderblock.

Smart working, tra problemi e soluzioni: intervista a Danilo Costa, CEO di Coderblock

La pandemia e il lockdown hanno cambiato il mondo del lavoro, dando una forte spinta allo smart working. Non tutti hanno vissuto questa esperienza nel migliore dei modi e per molti lavorare da casa ha comportato una perdita di produttività e concentrazione.
Per altri invece questa modalità di lavoro ha portato a scoprire un nuovo modo di concepire il proprio lavoro e di vivere il proprio tempo libero. E sono molti i lavoratori che vorrebbero continuare ad avere la possibilità di continuare a lavorare da remoto anche dopo la fine dell’emergenza sanitaria.

Ma quali sono i principali problemi che si riscontrano? In che modo si può riuscire ad ovviare all’eventuale perdita di produttività del lavoro da casa? Di questo e molto altro abbiamo parlato con Danilo Costa CEO & Founder di Coderblock. Coderblock nasce come ufficio virtuale 3D dedicato allo smart working, andato online proprio un mese prima del lockdown.
Un lavoro su cui il team di Coderblock ha lavorato per quattro anni e che, grazie al crowdfunding su Mamacrowd, è riuscito a raggiungere gli obiettivi di fatturato annuali in un paio di mesi. Coderblock per il 2020 parteciperà come espositore a SMAU Milano.

Ma andiamo a scoprire qual è il futuro del lavoro da remoto e in che modo si evolverà questa modalità di lavoro secondo Danilo Costa.

  • Il lockdown e la pandemia hanno portato ad una vera e propria rivoluzione nel mondo del lavoro, dando una spinta al lavoro da remoto. Quali sono i principali problemi da risolvere per far sì che lo smart working diventi una modalità standard di lavorare?

Il lockdown ha sicuramente accelerato un processo già in atto nel 2019, dove un +58% di PMI italiane aveva già introdotto attività di smart working beneficiando dei risultati. Il dato interessante qui è relativo al conseguente aumento di produttività (+20%) di quelle stesse realtà che ne hanno così compreso i vantaggi.

Lavorare a distanza implica una buona dose di fiducia da parte del datore di lavoro e disciplina da parte del lavoratore.
Il segreto sta nel ripensare le proprie attività in funzione di task e obiettivi e non di ore lavorate. Proprio per questo motivo il lavoro a distanza non è per tutti ma è sicuramente per molti e questo periodo ce lo sta dimostra ampiamente.

In questo, l’uso dei Digital Workplace come il nostro ha favorito la nascita di una nuova percezione della collaborazione, consentendo di avvicinare e rendere immersive le esperienze durante la collaborazione. Basti immaginare che il nostro stesso team utilizza i nostri uffici virtuali per collaborare e riesce a farlo agevolmente ogni giorno.

  • Molti lavoratori hanno riscontrato problemi nel gestire il proprio lavoro da casa e per tantissimi questo si è trasformato in una perdita di produttività. Quali sono le strategie vincenti per riuscire a lavorare bene anche dal proprio appartamento?

Credo sia giusto sottolineare che quello fatto finora non è stato pienamente smart working ma “home working”, in cui ci si improvvisava lavoratori digitali per far fronte ad un’emergenza.

Chi ha registrato una minore produttività semplicemente non era ancora abituato per cause riconducibili ad una minore digitalizzazione rispetto ad altre nazioni, ma anche qui dopo un primo periodo di transizione si è registrato un positivo cambio di tendenza e oggi è più semplice anche per noi raccontare le opportunità che derivano da innovazione e dall’uso di ecosistemi digitali come il nostro.

Per lavorare bene occorre sentirsi in ufficio, ricreare quelle dinamiche che consentano attività di team building e al tempo stesso mantengano alta la produttività e la condivisione, riducendo di conseguenza lo stress lavorativo. Se applicato bene, è ormai dimostrato che lo smart working può migliorare la vita di tutti.
Uno degli obiettivi in Coderblock è proprio quello di ascoltare i propri utenti e migliorare le condizioni lavorative sia dei lavoratori, che si stanno abituando a questa nuova dimensione, che dei datori di lavoro che hanno bisogno di migliorare il proprio business.

Inserisco qui una citazione significativa di Jacopo Paoletti, nostro Partner & Advisor in Coderblock, come in molte altre startup italiane di successo:

È innegabile che nell’ambito del lavoro a distanza è in atto una vera e propria rivoluzione. Soprattutto in questa fase era fondamentale offrire un servizio all-in-one che potesse agevolare sempre di più le collaborazioni remote ad ogni livello e per realtà di qualsiasi dimensione; Coderblock risponde perfettamente all’esigenza di cooperare con freelance, clienti e partner in modo integrato, e senza le problematiche che solitamente ci si trova ad affrontare quando si lavora da casa.

  • Coderblock è senza dubbio interessata in prima persona da questi grandi cambiamenti del mercato del lavoro, in che modo pensate di rispondere alle nuove esigenze degli utenti? Ritenete che piattaforme come la vostra potranno sostituire definitivamente l’ufficio?

In Coderblock, uno dei nostri obiettivi è quello di avvicinare i nostri utenti, remotizzando i loro processi produttivi all’interno dei nostri uffici virtuali. La naturale evoluzione del prodotto è stata quella di pensare a soluzioni dedicate in base alle specifiche esigenze. Abbiamo così dato vita a:

  • Coderblock Office, un “ufficio virtuale in un link” con videochiamate organizzate in stanze, utilizzabile anche da chi non è iscritto alla piattaforma per organizzare riunioni immersive in un click.
  • Coderblock Workspace, una vera e propria suite all-in-one in cui ritrovare un ufficio virtuale in 3D e tutte quelle funzionalità dedicate alla produttività (dalla chat alla gestione dei task).

Ma sono stati i nostri stessi clienti a “comprendere” la nostra tecnologia e chiederci di applicarla ad altri contesti. È proprio così che è nato Coderblock Summit, la nostra divisione dedicata agli eventi virtuali 3D (con stand brandizzati e webinar su mega schermo) oppure Coderblock Campus, dedicato al vertical della formazione.

Non crediamo gli ambienti virtuali possano sostituire quelli fisici ma crediamo molto in un approccio ibrido in cui si prende il meglio dei due mondi.
Le richieste del mercato vanno in questa direzione e ci hanno permesso di espanderci ulteriormente e creare mondi immersivi dedicati ai principali vertical, dimostrando l’importanza che gli ecosistemi digitali assumeranno sempre di più da adesso in poi.

Argomenti:

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