Settimana all’insegna delle Banche Centrali: cosa aspettarsi?

L’estate prosegue densa di appuntamenti con le maggiori Banche centrali del mondo. Dopo BCE E BoJ domani e dopodomani toccherà a Fed, BoE e non solo. Ecco il punto di vista di Mauro Masoni, analista finanziario di CMC Markets

Settimana all'insegna delle Banche Centrali: cosa aspettarsi?

Dopo la riunione della Banca Centrale Europea della scorsa settimana e della Bank of Japan di questa notte, l’ottava tuttora in corso si prospetta ancora ricca di appuntamenti significativi. In questi giorni, infatti, si riuniranno i board della Federal Reserve americana e della Bank of England, per quanto riguarda le Banche Centrali principali, ma anche la Banca Centrale brasiliana, per quanto concerne quelle minori.

Non ci aspettavamo sorprese da parte della Bank of Japan dopo gli interventi della settimana scorsa nel mercato dei JGB. Infatti l’inflazione del Giappone continua a rimanere lontano dal target del 2% e l’inflazione core a giugno è salita dello 0,2% anno su anno, al di sotto delle attese che erano del +0,4% su base annua” ha affermato Mauro Masoni, analista finanziario di CMC Markets, evidenziando come “in particolare l’obiettivo della BoJ rimane quello di mantenere il rendimento del decennale allo 0%”.

Mercoledì è invece in programma la riunione del FOMC, da cui non sono attese decisioni particolari visto che la riunione non sarà poi seguita dalla conferenza stampa del presidente Jerome Powell. L’impressione dell’analista è che la Fed dopo aver aumentato i tassi di un quarto di punto sia nella riunione di marzo che in quella di giugno, non dovrebbe muovere ulteriormente il costo del denaro nella riunione di agosto. “Le attese sono per un aumento dei tassi d’interesse nella riunione di settembre, mentre il dollaro continua a recuperare terreno nei confronti delle altre majors”, ha infatti chiosato Masoni.

Proseguendo, giovedì ci sarà un attesissimo meeting del board direttivo della Bank of England, da cui è atteso un aumento dei tassi d’interesse di 25 punti base. Masoni spiega che “questo ritocco porterà il tasso d’interesse di riferimento sopra allo 0,5% per la prima volta dall’inizio della crisi finanziaria del 2008. Gli ultimi dati hanno mostrato una crescita dei salari del 2,5%, contro un’inflazione del 2,4%. Nel frattempo la sterlina ha trovato un po’ di stabilità e alcuni fattori temporanei che hanno frenato la crescita nel periodo invernale sono venuti meno. Difficilmente la Bank of England si tirerà indietro anche questa volta”.

Per quanto riguarda i mercati, Masoni suggerisce di guardare alla Germania. “La scorsa settimana il DAX ha superato la sua media mobile a 200 giorni, mentre lo Stoxx 600 ha chiuso a un massimo di sei settimane dopo che la Banca Centrale Europea ha suggellato la tregua estiva abbassando le aspettative secondo le quali avremmo visto un aumento dei tassi d’interesse molto prima della fine del terzo trimestre dell’anno prossimo”, ha concluso la sua analisi l’esperto di CMC Markets.

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