Scuola: un istituto su quattro a settembre non avrà un dirigente di ruolo

La situazione drammatica che riguarda i dirigenti scolastici non cambierà con l’arrivo del nuovo anno, anzi andrà a peggiorare: un istituto su quattro non avrà un preside di ruolo e questo comporterà enormi aggravi sui dirigenti e sulle segreterie.

Scuola: un istituto su quattro a settembre non avrà un dirigente di ruolo

Da settembre ricomincia la scuola ma la maggior parte degli istituti italiani, uno su quattro per la precisione, con ogni probabilità non avrà un preside di ruolo.

Sono quasi 7.000 i dirigenti scolastici in Italia in attesa di conoscere la propria sede di destinazione. A questo si aggiunge la cancellazione della chiamata diretta e merito che da pochi mesi è stata attuata dal nuovo governo.

Ancora per quest’anno quindi queste figure ancora precarie e in bilico dovranno misurarsi con il sistema delle reggenze. I nuovi 2.425 presidi che vinceranno il concorso che sta partendo proprio in questi giorni non vedranno assegnata una sede prima dell’anno scolastico 2019/2020; pertanto la situazione di mancata copertura si protrarrà invariata fino a giugno del prossimo anno.

I numeri

Nel corso del precedente anno scolastico solo 1.751 istituti su 8.400 erano affidati a un reggente e la situazione non sembra migliorerà in alcun modo con l’inizio del nuovo anno.

Analizzando più da vicino i dati si evince che solo 352 degli istituti scoperti rientrano nella norma perché corrispondenti a scuole sottodimensionate e quindi prive del diritto a un preside. Per quanto riguarda i restanti posti vacanti, ossia la stragrande maggioranza, il problema è reale perché questi istituti dovrebbero avere un proprio dirigente scolastico di riferimento.

La situazione è la conseguenza naturale del blocco dei concorsi che ha interessato questa categoria negli ultimi sette anni; ma la cosa peggiore è che in prospettiva si intravede un peggioramento della situazione attuale se si considerano le già 469 domande di pensione già accettate a fronte di sole 212 assunzioni previste: il gap anziché restringersi si accentua.

I nuovi assunti

Da qualche giorno si è dato il via al nuovo concorso con una conseguente tornata contrattuale; ma le nuove assunzioni non influiranno in alcun modo sulla grave situazione.

Infatti i primi assunti uscenti da questa tornata acquisiranno il loro posto solo nell’anno scolastico 2019/2020. I vincitori del corso-concorso verranno inseriti in un’unica graduatoria nazionale di merito da cui si attingerà a partire dal prossimo anno.

Gli istituti ripongono la loro ultima speranza per una organizzazione più fluida nell’assunzione dei 2.000 direttori dei servizi generali e amministrativi (Dsga) che verrebbero preposti alla gestione delle segreterie.

Conseguenze

Le conseguenze di questa situazione sono veramente drammatiche per gli istituti e per i dirigenti scolastici in ruolo. Questi sono costretti infatti a provvedere ad adempimenti doppi, responsabilità doppie, costi per gli spostamenti maggiorati per percorrere la distanza tra i due o tre istituti di competenza.

Tutto questo sempre per ottenere a fine mese lo stipendio invariato. Altra vittima della situazione è l’utenza poiché alcuni organici non offrono la possibilità al preside di delegare a un docente vicario o a un gruppo di esperti le sue funzioni, con conseguenze notevoli anche sulla didattica.

Il rischio è che ancora una volta a pagare il conto dei vari disagi siano i protagonisti assoluti e i destinatari del servizio scolastico, ossia gli studenti.

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