Riforma pensioni: i sindacati chiedono un confronto. E c’è chi chiede l’abolizione della pensione anticipata

Si riapre il dibattito sulla riforma delle pensioni: i sindacati chiedono un confronto al Governo, mentre l’ex Ministro del Lavoro Treu sostiene l’abolizione della pensione anticipata.

Riforma pensioni: i sindacati chiedono un confronto. E c'è chi chiede l'abolizione della pensione anticipata

Con la ripresa dei lavori parlamentari, e l’approvazione della Legge di Bilancio alle porte, si riapre la discussione sulla riforma delle pensioni.

Uno dei temi sui quali il Governo dovrà intervenire, infatti, è senz’altro quello della riforma previdenziale, che è stato anche uno dei cavalli di battaglia di entrambi i partiti di maggioranza in campagna elettorale.

Nonostante le varie ipotesi circolate nelle ultime settimane, che vedono in pole position l’introduzione di una possibile Quota 100, ancora non vi è certezza su quello che sarà l’orientamento del Governo in proposito.

Ecco dunque che i sindacati hanno chiesto un confronto con l’esecutivo, ribadendo l’importanza di intervenire per superare la Legge Fornero. Non tutti, tuttavia, sono di quest’avviso: il presidente del Cnel, ed ex Ministro del Lavoro, Tiziano Treu, ha infatti espresso il desiderio che venga eliminata la possibilità di andare in pensione anticipata.

Ecco tutte le novità.

La posizione dei sindacati

Su una cosa i sindacati sono sicuramente d’accordo, la necessità di superare la Legge Fornero e introdurre dei meccanismi per andare in pensione più equi.

Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl, ha però anche ribadito che

«un po’ di correttivi migliorativi come sindacato siamo riusciti a portarli a casa: i 63 anni almeno per 15 categorie più disagiate, ma non basta. Aspettiamo che il Governo faccia una proposta chiara, precisa, senza continue contraddizioni»

sottolineando come ora si aspetti ulteriori passi da questo Governo. «Attendiamo notizie sulla finanziaria. In questo Paese si sta parlando di tutto meno che dell’aspetto fondamentale che è la crescita e con essa il lavoro».

Sul tema è intervenuto anche il Servizio Politiche Previdenziali della Uil che ha sottolineato come la Quota 100 rischi di far ritardare l’uscita dal lavoro di 4 anni, e come l’unica soluzione sia di estendere la possibilità di andare in pensione a 63 anni a tutti i lavoratori. Per la Uil, dunque, Quota 100

«non deve essere sostitutiva della conferma dell’Ape sociale, misura che tutela i lavoratori in condizioni di grave difficoltà»

in quanto con l’introduzione di tale misura i ritado

«sarebbe ulteriormente aggravato dall’introduzione di requisiti elevati come l’età minima necessaria a 64 anni o un’anzianità contributiva che non tiene pienamente conto di tutti i contributi maturati dai lavoratori, con un’inaccettabile penalizzazione per le donne e per le aree più deboli del Paese».

La richiesta è quella di essere convocati dal Governo per un confronto:

«Abbiamo delle proposte su cui discutere, insieme, nell’interesse dei lavoratori e del Paese»

, ha dichiarato il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo.

Treu, abolire le pensioni anticipate

Ma sul tema c’è anche chi la pensa diversamente, come il presidente del Cnel (ex Ministro del Lavoro) Tiziano Treu secondo il quale sarebbe necessario

«cancellare le pensioni anticipate perché sono un’ingiustizia».

Secondo Treu, infatti, occorrerebbe fare passi indietro sulle riforme previdenziali che hanno consentito una maggiore flessibilità in uscita e rivedere al rialzo l’età per andare in pensione.

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