Riforma del Catasto, rischio aumento rendite e valori catastali per milioni di case: nel mirino Messina, Napoli e Ragusa

Valentina Brazioli

24/12/2014

Riforma del Catasto: Messina, Napoli e Ragusa sono le tre città che rischiano maggiormente di veder crescere il valore fiscale degli immobili per via dell’aggiornamento degli estimi. E’ qui, infatti, che si concentra il maggior numero di abitazioni di categoria catastale modesta, le prime destinate a finire nel mirino della riforma catastale.

Riforma del Catasto, rischio aumento rendite e valori catastali per milioni di case: nel mirino Messina, Napoli e Ragusa

Riforma del Catasto: occhi puntati su Messina, Napoli e Ragusa. Tra i diversi milioni di abitazioni destinate a finire nel mirino della revisione degli estimi, infatti, è proprio in quelle città che si concentra la più alta densità di case del tipo A/4 e A/5, ovvero le categorie catastali più modeste, che finiranno inevitabilmente sotto la lente d’ingrandimento dell’erario.

Cosa cambia con la Riforma del Catasto

In generale, comunque, come risulta da una classifica elaborata dall’Associazione dei geometri fiscalisti (Agefis) per il Sole 24 ore, sicuramente nei capoluoghi del Sud c’è la percentuale più alta di abitazioni di categoria catastale bassa, mentre in città come Piacenza e Trento sono presenti in maniera quasi del tutto trascurabile. E’ quindi ovvio dove si tenterà di andare a colpire nella revisione dei criteri estimativi: lo scopo è proprio quello di andare a eliminare gli squilibri attualmente presenti, dove magari a fronte di quotazioni immobiliari molto diverse tra città (o quartieri) differenti i valori catastali sono rimasti identici, pagando così lo stesso conto per Imu e Tasi. Certo è che a categorie catastali non elevate non sempre si accompagna il classico furbetto: spesso si tratta solo di un padrone di casa che non ha effettuato grandi lavori di recupero, mantenendo la classe attribuita quando l’abitazione è stata accatastata per la prima volta.

Rischio stangata fiscale?

Il punto, però, è che nonostante la promessa legata alla presunta “invarianza di gettito” dell’intera manovra, al momento sembra difficile pensare che con un aumento del valore catastale degli immobili non si arriverà anche a un parallelo incremento delle relative imposte.

I prossimi passi del Governo

All’interno della complessa operazione, che impiegherà circa 5 anni per vedere la luce, il Governo dovrebbe a breve emanare un decreto sui criteri estimativi: nel merito, i tecnici sono già al lavoro a una prima stesura del testo.

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