Pensioni Quota 96, confermata la pensione anticipata a 64 anni

Resta al centro del dibattito politico la discussione sulla riforma delle pensioni. Nessuna novità per i Quota 96: rimane intatta la possibilità di pensione anticipata a 64 anni.

Nessuna novità in vista per quanto riguarda i Quota 96.
Nonostante in questi giorni si stiano definendo gli ultimi dettagli della riforma delle pensioni, che porterà a nuovi interventi sul settore previdenziale nei prossimi tre anni, non dovrebbero esserci cambiamenti per quanto riguarda i Quota 96.
L’accordo siglato tra Governo e sindacati, infatti, lascia intatta la possibilità di pensione anticipata a 64 anni per questa categoria di lavoratori.
Ricordiamo che per Quota 96 si intendono quei lavoratori del settore privato che entro il 2012 hanno raggiunto la suddetta quota (60 anni e 36 di contributi oppure 61 anni e 35 di contributi) e le lavoratrici che alla medesima data abbiano raggiunto 60 anni di età e 20 di contributi.
I lavoratori aventi tali requisiti potranno mantenere la possibilità di andare in pensione anticipata a 64 anni. Tale requisito anagrafico, necessario per usufruire dell’uscita anticipata, non è però fisso, in quanto varia con le speranze di vita: fino al 31 dicembre 2015 era pari a 64 anni e 3 mesi e dal 1° gennaio 2016 si è innalzato di ulteriori 4 mesi arrivando a 64 anni e 7 mesi.

Pensioni Quota 96: Ape non cambia pensione anticipata a 64 anni
Con l’approvazione dell’Ape, il prestito pensionistico ideato dal Governo e approvato dai sindacati che consentirà ai lavoratori che decideranno di usufruirne di andare in pensione anticipata, si temeva che anche i Quota 96 potessero rientrare nella nuova misura perdendo in questo modo il diritto all’uscita anticipata a 64 anni.
In realtà i Quota 96 mantengono la possibilità di usufruire della pensione anticipata al compimento del sessantaquattresimo anno di età: l’Ape, infatti, crea una nuova possibilità di pensione anticipata dando una possibilità di uscita dal mondo del lavoro in deroga a quanto previsto dalla Legge Fornero, ma non cancella la stessa.
E se è vero che con l’Ape sarà possibile andare in pensione a 63 anni, è anche vero che i Quota 96, non venendo assorbiti da tale intervento, non saranno costretti a sottoscrivere un prestito pensionistico con un istituto di credito come succederà a chi vorrà usufruire della nuova misura.

Chi rientra nella Quota 96?
Ricordiamo che i lavoratori Quota 96 che hanno la possibilità di andare in pensione anticipata al compimento dei 64 anni di età sono esclusivamente i lavoratori del settore privato. Vengono quindi esclusi dal beneficio i dipendenti pubblici e i lavoratori autonomi. Questa esclusione è dovuta al fatto che uno dei requisiti richiesti per accedere all’agevolazione è che alla data del 28 dicembre 2011 il lavoratore si trovasse nella condizione di attività subordinata. Limite, questo, che nonostante sia stato più volte oggetto di dibattito politico non è mai stato superato.
Nel caso in cui un lavoratore dipendente per raggiungere la Quota 96 utilizzi anche la contribuzione afferente alle gestioni speciali riferita a un periodo precedente di lavoro autonomo, in questo caso cambiano i calcoli: per poter usufruire dell’agevolazione dovrà essere in possesso al 31 dicembre 2012 della quota 97.
L’accesso alla pensione anticipata dei lavoratori Quota 96 non prevede penalizzazioni: l’assegno pensionistico verrà calcolato con il metodo retributivo per le anzianità maturate fino al 2011 (o fino al 1995 se aveva meno di 18 di contributi versati al 31 dicembre 1995) e con il metodo contributivo per quelle versate dopo il 31 dicembre 2011.

Iscriviti alla newsletter Lavoro e Diritti

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.