La possibilità di perseguire la strada della diplomazia per risolvere la crisi siriana sta favorendo l’assunzione di maggiori rischi sui mercati finanziari, creando contestualmente i presupposti per forti vendite sui beni rifugio. L’oro è così finito nel mirino delle vendite, tanto che i prezzi si stanno sempre più allontanando dalla soglia psicologica di 1.400 dollari l’oncia. Oggi il metallo prezioso ha toccato un minimo intraday a 1.364 dollari, avvicinandosi alla zona di supporto giornaliera di area 1.360 - 1.350 dollari.
La Russia ha proposto di risolvere la crisi siriana, chiedendo al regime di Damasco la disponibilità a mettere sotto controllo l’arsenale chimico. Gli Stati Uniti, sempre pronti a dare il via a un’azione militare rapida e mirata, sono disponibili a valutare la proposta russa e a seguire eventualmente la via diplomatica. Barack Obama, che al momento non sembra avere il pieno consenso del Congresso, vuole capire se Mosca e Damasco fanno realmente sul serio.
Intanto l’oro si sta dirigendo verso zone di supporto importanti. In caso di approdo in area 1.350 dollari l’oncia, l’eventuale rimbalzo o crollo dei prezzi da questi livelli dipenderà probabilmente dall’esito delle trattative relative al dossier siriano. Se le cose dovessero peggiorare, il metallo giallo dovrebbe riprendere quota e avviarsi nuovamente verso 1.400 dollari, altrimenti è probabile un sell-off fino a 1.300 - 1.280 dollari.
© RIPRODUZIONE RISERVATA