Erasmus, ricerca e imprese a rischio: buco miliardario nelle casse UE. Cosa è successo?

Valentina Pennacchio

21 Maggio 2013 - 13:38

Erasmus, ricerca e imprese a rischio: buco miliardario nelle casse UE. Cosa è successo?

Erasmus a rischio: perché? Un buco di 4 miliardi di euro nel bilancio 2013 dell’UE. A farne le spese non solo le borse di studio Erasmus, ma anche progetti di ricerca, finanziamenti alle imprese e misure di microcredito.

L’allarme è stato lanciato dopo l’ultimo ECOFIN, quando il vertice dei ministri delle Finanze avrebbe dovuto stanziare 11,2 miliardi già impegnati dalla Commissione per coprire dei progetti. In realtà i miliardi stanziati sono stati solo 7,3, a scapito, appunto, di Erasmus, imprese e ricerca.

Le conseguenze

Il buco miliardario nelle casse UE potrebbe avere due gravi conseguenze:

  • i vuoti di cassa che Enti locali e Università di tutta Europa, nonché banche ed amministrazioni statali, potrebbero ritrovarsi da luglio perché beneficiari di progetti senza fondi;
  • i soggetti suddetti potrebbero essere costretti a bloccare i progetti o ridimensionarne finanziamenti (proprio a causa dei vuoti di cassa) con un conseguente taglio per le borse Erasmus del prossimo anno.

Il rischio è sintetizzato dall’eurodeputato Giovanni La Via (PDL):

“L’atteggiamento del Consiglio è inaccettabile. Il rischio è che già si metta in pericolo il vitale sostegno alle imprese europee e ai giovani che sono le nostre priorità per la promozione della crescita nell’UE. In questo caso il Consiglio dovrebbe assumersi la piena responsabilità”.

Cosa è successo?

Alla base del buco miliardario dell’UE c’è una forte incomprensione tra Parlamento e Consiglio europeo per il bilancio 2014/2020, intrecciatosi con la questione del bilancio 2013. Battaglia sull’austerity? Alcuni Paesi, come la Gran Bretagna, vorrebbero ridurre l’entità dei finanziamenti stanziati per i progetti europei.

La Commissione ha reso noto che il fabbisogno è stimato intorno ai 16 miliardi di euro. Dopo una revisione dei conti la cifra è scesa a 11,2 miliardi, ancora troppo secondo il Consiglio, che, secondo alcune ipotesi, starebbe cercando di usare "il bilancio 2013 come arma per convincere i deputati ad accettare un budget pluriennale più leggero”.

La questione con tutta probabilità è rimandata al vertice UE di giugno, ma, secondo Giovanni La Via l’immagine dell’Europa è in qualche modo compromessa:

“Al di là dell’esito, resta l’immagine di un’Europa inaffidabile. Perché non possiamo dichiarare durante gli incontri ufficiali e nei comunicati stampa che vogliamo più crescita e più posti di lavoro, se poi non vogliamo prendere tutte le misure concrete necessarie a pagare e onorare i nostri impegni”.

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