Emergenza rifiuti a Roma: concessa la Tari al 50%

Il problema dei rifiuti a Roma è da tempo al centro dell’attenzione dei cittadini della Capitale: per questo uno di loro ha deciso di impugnare la richiesta di pagamento della Tari, con un esito del tutto inatteso.

Emergenza rifiuti a Roma: concessa la Tari al 50%

La situazione rifiuti a Roma - insieme alla richiesta di pagamento della Tari - sono ormai da anni questioni al centro dell’attenzione mediatica e politica: cassonetti colmi oltre il limite, strade infestate da sporcizia e cumuli di sacchetti di spazzatura suo marciapiedi, per non parlare della raccolta differenziata che sembra un miraggio lontano per la Capitale d’Italia.

Molti cittadini, indignati nel constatare che l’emergenza rifiuti continua a esistere insieme all’obbligo di versare la Tari, si sono mobilitati per richiamare l’attenzione su questo dato e per tentare di cambiare la situazione; ma troppo spesso, si sa, la voce dei più deboli resta inascoltata o si disperde nel nulla senza conseguenze notevoli.

Altre volte però possono succedere avvenimenti inattesi come che un semplice cittadino venga ascoltato e le sue richieste esaudite, seppure solo a seguito di dure lotte.

Il caso

Storie del genere sono possibili, anche se raramente: è il caso di un contribuente romano a cui è stato riconosciuto da parte della Commissione tributaria provinciale di Roma un dimezzamento della Tari, meglio conosciuta come tassa sui rifiuti, ossia il corrispettivo che il Comune chiede a fronte del servizio di raccolta e smaltimento dell’immondizia.

La richiesta è stata avanzata dal contribuente a fronte di un riconoscimento dello smaltimentoinidoneo e irregolare” dei rifiuti davanti casa sua.

Ottenere una simile vittoria ovviamente non è stato semplice: sono state necessarie determinazione, continuità e tanta buona volontà da parte dell’interessato nel portare avanti la sua battaglia. Sarà interessante capire come ciò è avvenuto e ricostruire lo svolgimento dei fatti nel dettaglio.

I primi richiami

Ripercorriamo la vicenda nei suoi passaggi fondamentali per dare spunto magari a qualche altro cittadino di buona volontà che volesse percorrere lo stesso iter.

La storia ha inizio nel 2012 anno in cui il buon contribuente aveva segnalato con telefonate, lettere di diffida e fotografie quanto stava accadendo davanti casa sua, facendo presente a chi di dovere di essere vittima di:

“Un grave disservizio sia per la mancata raccolta dell’immondizia sia per la posizione con cui erano stati collocati i cassonetti nelle immediate vicinanze della propria abitazione e in dettaglio davanti alla propria finestra, creando una situazione di carenza igienico-ambientale”.

A questi richiami da parte del contribuente non è seguito alcun miglioramento della situazione; d’altra parte però le bollette con la richiesta di pagamento della Tassa sui Rifiuti continuavano ad arrivare puntuali.

Il ricorso

Il contribuente in questione, ormai da tempo inascoltato, sceglie a questo punto di presentare ricorso inserendo tra gli allegati, forniti per la partenza del contenzioso, tutte le fotografie scattate a dimostrazione di come la situazione davanti alla sua abitazione non fosse migliorata nel corso del tempo.

In questo modo il contribuente ha impugnato la richiesta di pagamento della Tari relativa al 2015 chiedendo che gli venisse riconosciuto il dimezzamento dell’importo dovuto; da evidenziare che la società municipalizzata di Roma ha scelto di non costituirsi in giudizio.

La vittoria

Il gesto portato avanti dal contribuente avrà avuto sicuramente anche un valore simbolico e di denuncia di una situazione diffusa nella città di Roma e forse nemmeno il diretto interessato si aspettava l’esito che invece poi ha avuto la sua vicenda.

La Commissione Tributaria di Roma alla quale il cittadino si era rivolto gli ha dato ragione riconoscendo di fatto il disservizio subito dal contribuente: ha quindi concesso la riduzione del 50% della tariffa.

Questo caso costituisce un precedente che può dare speranza a chi volesse far valere i propri diritti anche ricorrendo a vie legali, nelle quali ultimamente non si ripone più molta fiducia; ma la speranza più grande resta quella che non sia più necessario ricorrere a nessuna via e che i servizi dovuti al cittadino funzionino nel modo giusto a prescindere dai richiami.

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Argomenti:

Tari Rifiuti

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