Chi è Martin Schulz, il socialdemocratico che ha sfidato la Merkel alle elezioni in Germania?

La biografia di Martin Schulz, ex presidente del Parlamento Europeo e candidato dal Partito Socialdemocratico alle ultime elezioni in Germania contro Angela Merkel.

Chi è Martin Schulz, il socialdemocratico che ha sfidato la Merkel alle elezioni in Germania?

Per Martin Schulz si sapeva che l’impresa sarebbe stata molto difficile, quasi al limite dell’impossibile. Come previsto, alle elezioni in Germania del settembre 2017 non ci sono state grandi sorprese per i socialisti tedeschi, anche se Angela Merkel ha impiegato sei mesi per fare un governo.

Scelto come candidato cancelliere per cercare di rilanciare un Partito Socialdemocratico quasi moribondo, Schulz aveva promesso in campagna elettorale che non avrebbe acconsentito più a una Grosse Koalition con i Cristiano Democratici della Merkel.

Quando lo stallo post voto è iniziato a diventare imbarazzante per la Germania, ecco che di fronte a una volontà di gran parte del SPD di fare un nuovo accordo con la cancelliera alla fine Martin Shulz ha optato per il passo indietro, dimettendosi da segretario del partito.

La biografia di Martin Schulz

Nato il 20 dicembre 1955 a Eschweiler città della Renania Settentrionale-Vestfalia da padre poliziotto di fede socialdemocratica e madre di estrazione borghese, Martin Schulz si iscrisse al partito Socialdemocratico nel 1974, alla “tenera” età di diciannove anni. Dopo essersi diplomato al ginnasio, Schulz dal 1975 al 1977 svolse un apprendistato da libraio, settore nel quale avrebbe continuato a lavorare fino al 1994.

All’interno dell’Spd Schulz ricoprì prima il ruolo di presidente di sezione della Jusos, organizzazione giovanile del partito, per poi essere eletto consigliere comunale di Wurselen, cittadina della Renania Settentrionale-Vestfalia della quale è stato sindaco dal 1987 al 1998.

Nel 1984 Schulz entrò a far parte del direttivo del partito Socialdemocratico di Aquisgrana, di cui fu eletto presidente nel 1996. Sul finire del 1999 entrò nell’ufficio di presidenza e nel direttivo federale dell’Spd.

Nel 1994 Martin Schulz venne eletto per la prima volta come deputato al Parlamento Europeo. A Bruxelles Schulz ricoprì diversi incarichi: coordinatore del gruppo PSE nella sottocommissione per i diritti dell’uomo e nella commissione per le libertà civili e gli affari interni.

Nel maggio 2004 Schulz divenne presidente del gruppo parlamentare socialista al Parlamento europeo, incarico ricoperto fino alla sua prima elezione a presidente del Parlamento nel gennaio 2012.

Nel 2013 Schulz venne designato dal Partito dei Socialisti Europei come candidato alla presidenza della Commissione europea, mentre il 1° luglio 2014 venne rieletto per la seconda volta presidente del Parlamento europeo, con 409 voti su 751.

La polemica con Berlusconi

Martin Schulz è noto soprattutto per il suo modo di fare rude e polemico. Memorabile in tal senso resta il battibecco avuto con Silvio Berlusconi durante una seduta al Parlamento europeo del 2003.

Il tedesco cominciò ad accusare Berlusconi e il suo governo in merito al conflitto di interessi, al quoziente intellettivo dell’allora suo ministro Umberto Bossi e al fatto che godesse dell’immunità parlamentare a causa di ritradi procedurali addebitati all’ex presidente del Parlamento Ue Nicole Fontaine.

Berlusconi replicò alle critiche dell’aula rinfacciando: “Se questa è la forma di democrazia che intendete usare per chiudere la bocca al Presidente del Consiglio europeo, vi posso dire che dovreste venire come turisti in italia, perché qui sembrate tutti turisti della democrazia”.

Poi l’ex premier italiano si rivolse direttamente a Schulz con le seguenti parole “signor Schulz, so che in Italia c’è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti: la suggerirò per il ruolo di kapo. Lei è perfetto!”.

All’infelice battuta di Silvio Berlusconi, Martin Schulz replicò: “Ho solo una cosa da dire in risposta: il mio rispetto per le vittime del nazifascismo m’impedisce di fare qualsiasi commento al riguardo. Tuttavia, ho le idee molto chiare sul fatto che è estremamente difficile accettare una situazione in cui un Presidente in carica del Consiglio, di fronte alla minima contestazione nel corso di un dibattito, perda a tal punto la padronanza di sé”.

Le elezioni Germania del 2017

Dopo la lunga esperienza a Bruxelles, a Martin Schulz venne chiesto di provare nel “miracolo” di resuscitare un Partito Socialdemocratico da anni in caduta libera e incalzato nei sondaggi anche dai populisti di destra dell’AfD.

Durante la sua prima conferenza stampa, Martin Schulz ha annunciato che la sua campagna elettorale sarà incentrata sulla questione della “giustizia sociale” e sulla “guerra ai populisti

La carta più ad effetto però che si è giocato è stata quella della promessa di non appoggiare più, in caso di hung parliament, un governo guidato da Angela Merkel come avvenuto negli ultimi anni.

Alle urne per i Socialdemocratici non c’è stato il riscatto auspicato, anche se il partito è riuscito a tenere botta. Fin da subito è apparso palese che i risultati del voto avrebbero costretto a delle larghe intese.

  • CDU - 32,9% (246)
  • SPD - 20,5% (153)
  • AfD - 12,6% (94)
  • FDP - 10,8% (80)
  • Linke - 9,2% (69)
  • Verdi - 8,9% (67)

Alla fine dopo lunghi mesi di stallo visto le difficoltà della cancelliera a formare una maggioranza, Schulz si è dimesso dalla carica di segretario del SPD lasciando campo aperto a un sondaggio tra gli iscritti del partito che, con una buona maggioranza, ha sancito la nascita di una nuova Grosse Koalition dando vita così al quarto governo Merkel.

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