Novità in vista per il bilancio digitale. Dal 2015 anche la nota integrativa utilizzerà il formato Xbrl.
Novità importanti per quanto attiene il bilancio delle società italiane. In seguito alla revisione effettuata da Xbrl Italia, già a partire dal 2015 tutto il bilancio (nota integrativa compresa) sarà digitalmente redatto in Xbrl: per l’occasione, la società ha rilasciato la versione finale della nuova tassonomia, capace di codificare i prospetti contabili e la nota integrativa del bilancio.
La novità – che riguarderà più di un milione di società di capitali – grava su tutti gli obbligati al deposito presso il Registro delle Imprese che non impiegano i principi contabili internazionali, ed è il risultato di lungo lavoro già sperimentato all’interno di due apposite campagne di testing. A ben vedere, l’innovazione riguarda principalmente la nota integrativa, fino ad oggi redatta nel “vecchio” formato Pdf/A. Con il passo in avanti, anche il documento generalmente più ampio e complesso del bilancio, potrà fruire del nuovo Xbrl, garantendo quindi un’elaborazione e un’integrazione nuovi schemi quantitativi, a beneficio della modalità di utilizzo.
Per quanto attiene gli utilizzatori, gli stessi potranno invece beneficiare di un aumento dei dati economico – finanziari a loro disposizione, considerando che buona parte delle informazioni di bilancio viene resa attraverso delle tabelle standardizzate che consentiranno una immediata elaborazione a livello di singola impresa o di sistema.
Non solo: garantendo un unico formato per i tre documenti (stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa), verranno ridotti ulteriormente i margini di errore e, di contro, verrà ampliata la qualità dei dati veicolati, garantendone quindi una coerenza più efficace. Un valore aggiunto a lungo atteso e, come già ribadito, frutto di una lunga fase di studio e di applicazione, terminata con uno specifico testing.
Le novità, come intuibile, riguarderanno anche i redattori. A fronte di una minore flessibilità nella redazione degli schemi di stato patrimoniale e conto economico, vi sono altresì minori margini di errori e di dimenticanze legate – magari – a una conoscenza non proprio adeguata delle norme e dei principi contabili. La nuova tassonomia permetterà invece ai redattori un modello di riferimento con minori margini di personalizzazione, ma pur con grandi vantaggi, come la velocità nella redazione o il rispetto delle disposizioni civilistiche.
Dal canto loro, i commercialisti si dichiarano pronti per la nuova “epoca” digitale. Non rimane che comprendere in che modo impatteranno i nuovi software gestionali, e quali saranno i supporti agli amministratori nel valutare la capacità della tassonomia di rappresentare in maniera chiara e veritiera la situazione aziendale.
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