Il PD esce vincitore dalle elezioni europee e si attesta secondo le proiezioni attorno a uno storico 40%. Cosa significa questa vittoria e cosa succede adesso?
Sono iniziati da poco gli spogli delle schede relative al voto per il Parlamento Europeo del 25 maggio e, con il 30% delle schede vagliate, lo scenario è di quelli imprevedibili: il PD si appresta a stravincere le elezioni con oltre circa 40% delle preferenze (nel momento in cui scrivo il risultato parziale lo dà al 39,9%) mentre il Movimento 5 Stelle, unico avversario accreditato per questa tornata elettorale, ha perso parte delle preferenze ricevute nelle scorse politiche e quota poco sopra il 22%.
Forza Italia non raggiunge il 16% ed è seguita dalla Lega Nord con il 6,1%, ultimo partito con la ragionevole certezza di acquisire almeno un seggio, lottano invece sull’orlo dello sbarramento la lista Tsipras e NCD/UDC con il 4%.
Cosa succede adesso?
I dati forniti sono già proiezioni, quindi relativi a voti reali: è praticamente impossibile che ci siano grandi stravolgimenti rispetto a questi dati, i dati finali vedranno in ogni caso una vittoria schiacciante del PD e un ridimensionamento di qualsiasi forma di opposizione: di fatto Renzi ha ora l’opportunità di far valere il voto come legittimazione popolare al suo governo, elemento mancante sino ad ora date le modalità con cui lo stesso si è formato, e di procedere quindi a governare nei prossimi mesi con le mani libere e praticamente senza alcun tipo di opposizione.
In cosa si tramuterà all’atto pratico questa libertà lo vedremo nei prossimi mesi: a mio parere non si tratta di una situazione favorevole per il paese data la volontà di Renzi di procedere in modo spedito (e a riflettori relativamente spenti) a privatizzazioni importanti di cui pagheremo le conseguenze in futuro senza trarre particolari benefici oggi mentre in campo non sembra esserci nessuna strategia concreta per il rilancio economico del Paese se non quella di sfruttare il semestre di presidenza europeo per «cambiare l’Europa». Insomma nessun piano concreto di rilancio.
Cosa significa la vittoria del PD
Ovviamente siamo sul piano delle opinioni ma credo che il voto al PD sia un’espressione di paura diffusa: Renzi, unico “uomo forte” presente attualmente sulla scena a livello mediatico, ha raccolto a mani basse dal proprio bacino elettorale invogliato a presentarsi alle urne dal bonus di 80 euro che arriverà dalla prossima busta paga e il voto disperso di coloro che nel 2013 avevano votato in massa Grillo per protesta e che ora, delusi dalla mancanza di una risposta alle loro istanze, si sono affidati all’ala protettrice dello schieramento visto come più solido e credibile: schieramento che non per questo da domani farà i loro interessi.
La musica in Italia non cambia, sale solo di volume.
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