Il prezzo della benzina in Italia è tra i più alti d’Europa, soprattutto grazie alle imposte sui prodotti energetici, quelle accise tanto mal digerite dagli automobilisti senza le quali la benzina costerebbe 50 centesimi al litro.

I carburanti hanno un prezzo elevato, tanto che la benzina in Italia è la quarta più costosa d’Europa, con circa 1,623 euro al litro e più alta dell’11,2% rispetto alla media europea. Peggio dell’Italia soltanto Olanda, Danimarca e Grecia. Lo stesso vale per il Diesel, ad oggi il secondo più caro d’Europa.

Le cause di questi costi sono da rintracciare soprattutto sulle accise.

Accise sui carburanti: in 10 anni aumentate di 5,4 miliardi

Secondo una ricerca del centro studi Impresalavoro, sui dati del Def della Commissione Europea di maggio 2018, le accise sono cresciute in maniera considerevole negli ultimi 10 anni, tanto da far impennare i prezzi dei carburanti gravando ogni anno sugli automobilisti.

Il prezzo finale dei carburanti è fortemente influenzato dalle accise: in Italia questo prelievo si misura al 62,9% del prezzo finale, contro la media europea del 59,9%.

Le accise negli ultimi 10 anni sono aumentate del 26,6%, cifra pari a 5,4 miliardi di euro. Nel 2008 la tassazione era di 20,3 miliardi, mentre al 2017 è stata di 25,7 miliardi.

Le accise sui carburanti, quali sono?

Sono ben 17 le accise che ad oggi pesano sul prezzo dei carburanti, di cui la prima risale al 1935 per la Guerra d’Etiopia, passando per la crisi di Suez del ’56 e una serie di disastri naturali italiani, dalla strage del Vajont nel 1963, l’alluvione di Firenze nel 1966 e tutti i terremoti fino a quello dell’Emilia nel 2012. In più, alcuni decreti che hanno aggiunto qualche centesimo di tassazione.