Permessi per lavoratori con handicap: come ottenerli e in cosa consistono

Manuela Margilio

13 Giugno 2014 - 16:03

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Il lavoratore dipendente, riconosciuto soggetto portatore di handicap può usufruire dei benefici previsti dalla legge 92/104. Quali sono i permessi lavorativi di cui si ha diritto e quando richiederli

I diritti e delle garanzie offerte ai portatori di handicap sono previsti principalmente dalla legge “per l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”, comunemente nota come “legge 104”.
La legge, riconosce al lavoratore disabile alcune facilitazioni nel corso del rapporto.
Il lavoratore portatore di handicap ha diritto infatti ad assentarsi dal lavoro secondo specifiche modalità, al fine di poter prendersi cura si sé qualora si trovi in condizioni di gravità.

Chi può usufruire dei benefici
Possono usufruire di questi permessi i lavoratori disabili, in possesso del certificato di handicap con connotazione di gravità (articolo 3, comma 3 della Legge 104/1992), rilasciato dalla Commissione dell’ASL di competenza. I permessi non spettano nel caso il richiedente sia impegnato in lavoro domestico o presso il proprio domicilio.

Permessi e modalità di fruizione
Il lavoratore portatore di handicap ha diritto ad astenersi dal lavoro per 3 giorni al mese o in alternativa per 2 ore al giorno tutti i giorni. Se l’attività lavorativa giornaliera è inferiore alle 6 ore, il permesso orario si riduce di un’ora. Bisogna semplicemente comunicare la propria assenza dal lavoro senza alcun tipo di autorizzazione ulteriore.
Quando viene concesso il frazionamento si può, ad esempio, chiedere di spostare l’orario di entrata in servizio di un’ora ogni giorno ed uscire ad esempio un’ora prima del previsto per alleggerire la giornata lavorativa, oppure si può chiedere due ore consecutive tenendo conto delle necessità, innanzitutto, e poi, se possibile, anche delle esigenze di servizio.

Nel settore pubblico, l’INPDAP (con circolare n. 33/2002) ha aggiunto un’ulteriore modalità di fruizione dei permessi, consentendo al lavoratore di assentarsi anche per 18 ore al mese (oltre ai 3 giorni mensili e alle 2 ore giornaliere).

Cumulabilità del permesso per se stesso con l’assistenza da parte di un familiare
Anche qualora il lavoratore disabile fruisca dei permessi sopra descritti, sarà possibile ottenere l’assistenza di un familiare che a sua volta potrà beneficiare di ulteriori permessi per poter prendersi cura del parente disabile.
Quanto sopra è stato dall’INPS con circolare n. 37/99 qualora sussistano le seguenti condizioni:

  • il lavoratore con handicap, pur beneficiando dei propri permessi, abbia una effettiva necessità di essere assistito da parte del familiare convivente qualora venga riconosciuta la necessità di assistenza da parte del medico della sede INPS
  • nel giorno in cui il lavoratore usufruisce del permesso per assistere il familiare disabile, quest’ultimo non deve prestare attività lavorativa (in sostanza i permessi devono necessariamente coincidere);
  • nel nucleo familiare non può essere presente un altro familiare non lavoratore in condizione di prestare assistenza.

Trattamento economico
I giorni o le ore giornaliere di permesso sono interamente retribuiti e non incidono sulla pensione, sull’anzianità di servizio, sulla maturazione delle ferie e della tredicesima mensilità. Nel settore privato la retribuzione viene anticipata dal datore di lavoro per conto dell’INPS che rimborserà a conguaglio l’intera cifra al datore. Nel pubblico impiego, invece, la spesa è a carico dell’Ente datore di lavoro che verserà anche i relativi contributi previdenziali.

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