Imola, a rischio chiusura l’autodromo Enzo e Dino Ferrari

Per inquinamento acustico rischia di calare il sipario su un tempio del motorsport e uno dei più importanti circuiti storici della Formula 1.

Imola, a rischio chiusura l'autodromo Enzo e Dino Ferrari

L’autodromo di Imola rischia di chiudere per inquinamento acustico. Il circuito intitolato a Enzo e Dino Ferrari è tra i più amati dai fan del motorsport, in particolare della Formula 1 non solo per il nome che porta e lo stretto legame con la casa di Maranello, ma anche per la sua storia gloriosa fatta di sfide e di grandi campioni che sulle sue curve si sono sfidati, a volte in modo fatale.

L’amministrazione comunale di Imola, guidata dal sindaco Manuela Sangiorgi, sta procedendo in questa direzione: a causa dell’elevato rumore prodotto dalle gare che si svolgono sulla pista, la strada intrapresa è quella della chiusura.

Dal 2006 il Circus della Formula 1 ha abbandonato l’autodromo che dal 1980 ha ospitato il Gran Premio di San Marino (il primo anno fu GP d’Italia in sostituzione di Monza), e prima ancora nel 2000 è stato il Motomondiale a escludere Imola. Nell’edizione del 1994 morirono Ratzenberger e Senna.

Oggi è la cornice del mondiale Turismo, e sarebbe un enorme peccato una chiusura questa volta non dettata dai problemi strutturali.

Autodromo di Imola a rischio chiusura

Prima senza Motomondiale, poi senza Formula 1, alla fine del 2006 l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari inizia una lunga campagna di ristrutturazione con lavori di ammodernamento che hanno visto demolire e ricostruire da capo la pit lane e i box, e che hanno segnato l’addio della società che lo ha gestito per 28 anni.

A maggio 2008 viene riaperto il circuito nella sua versione attuale. La gestione ha attirato il mondiale Turismo e poi nel 2009 la Superbike fino ad ottenere nel 2011 il rinnovo dell’omologazione dalla FIA per ospitare gare di Formula 1.

Dopo una serie di gestioni fallimentari, una nuova chiusura ora che il circuito ha raggiunto un equilibrio tra gestione ed eventi ospitati potrebbe pesare molto sul suo futuro. Per questo motivo i commissari di percorso hanno pubblicato una lettera per salvare l’attività agonistica sulla pista:

“Non è pensabile che per qualche decina di persone che cura solo il proprio interesse personale a danno dell’intera collettività si possa assistere a un mero tentativo di limitare in maniera decisa l’attività dell’impianto. Non possiamo che esternare la nostra preoccupazione per quanto sta accadendo al nostro amato autodromo. Lo scontro in essere fra il presidente di Formula Imola, Uberto Selvatico Estense, e la sindaca Manuela Sangiorgi non ha ragione di esistere“.

Un luogo sacro per i motori, anche senza Formula 1

Il Circus, soprattutto con la nuova proprietà americana di Liberty Media, negli ultimi anni ha portato avanti un sostanziale decentramento dall’Europa, vecchia culla della Formula 1. Con la crescita del giro d’affari e del pubblico internazionale, la FIA si è spinta in Arabia e in Asia, consolidando la propria presenza in ogni lato del mondo.

Per favorire questa crescita, è stato limitato il numero di GP per ogni Paese, e così quello di Imola, oltre a non poter essere rinnovato nei tempi necessari, è stato estromesso dal Circus dopo l’ultima edizione del 2006. Per questo motivo sembra difficile prevedere se Imola potrà tornare ad ospitare dei GP di Formula 1 nonostante l’abilitazione, ma rimane comunque un luogo sacro per questo sport dove poter promuovere eventi sportivi di rilievo, e uno dei pochi dove si corre in senso antiorario.

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Argomenti:

Motorsport Formula 1

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