Dopo aver resistito per due anni alla crisi del debito europeo, traendo vantaggio dall’indebolimento dell’euro che ha permesso esportazioni più competitive al di fuori dell’eurozona, anche la Germania ora inizia a mostrare i primi segni di una possibile crisi. Il governo tedesco ha infatti fatto delle modifiche alle stime di crescita previste per 2012 e 2013: mentre ci sarà un rialzo dallo 0,7% allo 0,8% per il 2012, le previsioni per il 2013 sono ora più basse, si passa infatti dall’1,6% all’1%.
Causa
La causa è da rintracciare sicuramente nella situazione globale di crisi, infatti il ministro dell’economia Philipp Roesler ha detto, «La Germania sta navigando in acque burrascose a causa della crisi del debito sovrano in Europa, un indebolimento economico nei paesi emergenti di Asia e America Latina».
Ciononostante ha subito precisato, «Stiamo ancora parlando di una crescita dell’1% per il 2013, quindi non si può parlare di crisi per la Germania». Il ministro ha aggiunto che il paese continuerà a beneficiare di un sano mercato del lavoro, una crescita dei salari reali e forti consumi privati.
Si prevede inoltre un rallentamento dell’inflazione al 2% per quest’anno rispetto al 2,3% previsto ad Aprile mentre le stime per il 2013 rimangono all’1,9%.